Tema su I promessi sposi gli umili e i potenti

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riguardo i promessi sposi ho scritto un tema sugli umili e i potenti, riguardo questa traccia su internet non si trova assolutamente nulla, per questo se questo articolo vi aiuterà o vi farà risparmiare tempo ricordatevi di condividere il post su fb o twitter tramite i pulsanti alla fine dell’articolo. non esitate a mandarci i votri scritti nei commenti o tramite mail (tuttoperlascuola.com@gmail.com), che saranno pubblicati con il vostro nome o con un nick name e accanto ad esso posso mettere il link di un vostro sito, blog o altro che volete pubblicizzare (pagina di fb o twitter per esempio). a proposito, qui il link della pagina fb del blog.

Ne “i promessi sposi”, Manzoni pone particolare attenzione nella descrizione dei personaggi, i quali possono essere divisi in 2 categorie: gli umili e i potenti. I primi vengono rappresentati come onesti lavoratori, persone semplici che vogliono semplicemente vivere serenamente. I secondi invece vengono descritti spesso come malfattori e sfruttatori che non rispettano mai la legge.

Da questo si intravede anche la critica di Manzoni nei confronti della legge del seicento, che era sempre a favore dei nobili, facendo si che si creassero le categorie ben distinte degli oppressi e degli oppressori. Gli umili sono molto spesso oppressi mentre i potenti sono gli oppressori.

Lo scrittore è dalla parte degli umili ovvero il popolo, infatti i protagonisti sono proprio due contadini: Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Dei protagonisti vengono elogiate le qualità come l’onore, la semplicità e l’onestà. Invece gli oppressori e i potenti sono i nobili e i signori del posto, come Don Rodrigo e Egidio. Nel racconto c’è però un personaggio che non rientra né nell’una né nell’altra categoria, anzi, prima rientra nei potenti e poi negli umili: l’Innominato. Questo è il mio personaggio preferito, infatti Manzoni analizza molto dettagliatamente il suo carattere e la sua psicologia, in modo da far immedesimare il lettore nel personaggio, permettendogli di capire quella che potrebbe essere riassunta come una crisi di coscienza. Proprio per questa crisi lui passa da una categoria all’altra. Grazie a questo passaggio si può capire bene la differenza delle categorie, infatti quando era tra i potenti poteva infrangere le leggi e fare quasi tutto ciò che voleva, insomma aveva ogni cosa che potesse desiderare e ricevere dalla società: il potere. Invece passando all’altra sponda perdeva il potere ma acquistava qualcosa di molto più importante, ovvero la coscienza “pulita”, che lo faceva stare in pace con se stesso. Il che, secondo me, è molto più importante.

Infatti una persona può infrangere le leggi per gioco, può uccidere persone a volontà, ma gli mancherà sempre qualcosa, perché le persone intorno a lui non lo ameranno mai, al massimo fingeranno di amarlo poiché gli fa comodo, mentre in realtà lo temono solamente e questo lo si avverte. Questo fa si che l’individuo non sia mai veramente felice. mentre con la semplicità e l’umiltà noi verremo amati da tutti e saremo molto felici. Per me infatti la vera felicità non è avere la “libertà” di fare ciò che si vuole, ma rendere felici gli altri, che con la loro gioia e il loro amore ci ricompenseranno.

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