Ultimi Aggiornamenti degli Eventi

Tema su Business della musica

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network vogliate, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito il tema, sviluppato come saggio breve ( a fine articolo le fonti):

 

industria_musicale3

Un cantante è un artista o un meccanismo dell’industria musicale?

Ascoltare musica piace a tutti, i gusti e i generi cambiano ma la necessità di ascoltarla è una caratteristica comune agli uomini di ogni epoca.

Un conseguenza di questo pertanto è la creazione di un mercato che o

gni anno fa girare milioni di euro. I Beatles sono ilgruppo musicale che ha venduto di più nella storia della musica, seguiti da Elvis Presley e Michael Jackson, i 3 insieme hanno venduto album per un totale di circa 650 milioni di dollari*. Questi rappresentano inoltre solo una parte infinitesimale di tutti i profitti che riguardano il campo della musica, dobbiamo considerare infatti che oltre gli album venduti ci sono i biglietti dei concerti, il lavoro di coloro che non sono cantanti ( ad esempio scrittori di testi, compositori di basi, manager per le pubblicità) e tutti i prodotti non musicali venduti come gadget (magliette, fasce, poster e simili).

In base a quanto appena scritto artisti come Mozart e Beethoven dovrebbero essere considerati imprenditori, ma questo termine accanto a personalità del genere non riusciamo ad affiancarlo: ci stona. Quando consideriamo quindi un cantante un artista e quando una “macchina da soldi”? L’arte è qualcosa che ci suscita emozioni, ma questo è soggettivo, poiché dipende dalla sensibilità del singolo ascoltatore. La differenza quindi  sta nell’atteggiamento che supponiamo abbia l’artista durante la composizione, se pensiamo lo faccia per soldi o per creare un’opera d’arte capace di farci emozionare.

un cantante può creare arte e allo stesso tempo guadagnarci sopra? non ha senso dividere il guadagno dall’emozione, può succedere che molti cantanti vedano la loro attività come un lavoro ma questo non implica il fatto che non siano in grado di produrre opere artistiche.

 

 

*http://www.raistoria.rai.it/gallery-refresh/i-25-artisti-che-hanno-venduto-pi%C3%B9-dischi-nella-storia-della-musica/858/23/default.aspx#header

 

 

Annunci

Ricerca su Campagna Italiana in Russia

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

 

Di seguito lo svolgimento della ricerca:

Il Corpo di Spedizione Italiano in Russia, spesso abbreviato come CSIR, e l’8ª Armata Italiana in Russia, o ARMIR, furono le Grandi Unità del Regio Esercito impegnate, in successione, sul fronte orientale tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. La partecipazione alla guerra contro l’Unione Sovietica rappresentò uno sforzo notevole per le forze armate italiane, già duramente impegnate nei Balcani e in Africa settentrionale, e le ingenti perdite colà subite rappresentarono un duro colpo per le già scarse capacità militari dell’Italia. Già dai primi di giugno 1941, in previsione dell’ormai certa campagna tedesca sul fronte orientale, Mussolini offrì a Hitler di partecipare con truppe italiane e contemporaneamente attivò il Generale Cavallero (Capo di SM Generale). Alla fine fu decisa la costituzione del CSIR. L’offerta di Mussolini venne formalmente accettata, pur senza eccessivo entusiasmo, da Hitler con lettera consegnata all’Ambasciata Italiana di Berlino il 22 giugno 1941, giorno dell’inizio delle operazioni sul fronte orientale.

Circa le ragioni strategiche delle spedizioni, si suppone che il principale desiderio di Mussolini fosse quello di “riequilibrare” lo stato dell’alleanza con la Germania, in quel momento fortemente sbilanciato in favore dei tedeschi; in tale ottica, la partecipazione italiana alla campagna di Russia avrebbe pareggiato l’intervento dell’Afrika Korps tedesco in Libia. Vi erano anche considerazioni economiche, ovvero il timore di arrivare in ritardo alla spartizione delle risorse di un nemico considerato ormai sconfitto. Del tutto secondarie erano invece le considerazioni ideologiche (la partecipazione dell’Italia fascista alla lotta contro il comunismo), che pure ebbero ampio risalto nella propaganda degli opposti schieramenti.

Appena iniziarono i primi scontri si capì subito che l’intera campagna sarebbe stata un disastro, infatti i russi riuscirono a contrastare abilmente l’offensiva italo tedesca.

Le perdite umane furono abbastanza alte, infatti 74.800 militari italiani morirono in Russia, invece i tedeschi subirono la perdita di 114.520 militari su 230.000. molti altri finirono dispersi.

Inoltre persero quasi tutte le armi, le munizioni e le macchine come i carri armati.

Ricerca sulla Bretagna Italiano e francese

Postato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito la ricerca in Italiano:

 

La Bretagna è una regione francese, è una penisola nella punta occidentale della Francia ed è situata tra il Canale a nord, il Mar Celtico e il Canale ad ovest e la baia di Biscaglia

a sud. La l

ingua ufficiale è francese, ma le lingue regionali sono Bretone e Gallo. Le prime persone che sono arrivate nella regione erano Gallic. Hanno posato le basi per la lingua bretone e la cul

tura bretone. Dopo i Galli sono venuti i Romani, con la conquista della Francia da Giulio Cesare. Dopo la caduta dell’Impero romano divenne uno stato indipendente, finché nel 1532 divenne parte della Francia. La Bretagna era una regione povera e poco attrezzata, ma negli ultimi 40 anni, tuttavia, ha sviluppato un grande “miracolo” che lo ha portato ad essere una delle regioni più sviluppate della Francia. è oggi industrializzata e si è sviluppata molto anche nel settore agricolo.
Guardando dal punto di vista geografico, possiamo vedere che la capitale è Rennes. Le principali città della regione sono Brest, Lorient e Quimper. è delimitata da Bassa Normandia nel nord-est e dalla valle della Loira a sud-est. È bagnato dall’Oceano Atlantico e dal Canale.La Bretagna è divisa tra la costa, sempre più ricca e più popolosa, e l’interno della terra, più povera. La popolazione è di circa 3 milioni di abitanti e gli abitatori sono chiamati bretoni.
Per osservare l’aspetto linguistico, dobbiamo dividere la regione a ovest e ad est. A ovest, storicamente gli oratori bretoni parlano, ma a est parlano Gallo.
Non ci sono alte montagne, infatti i più grandi 300 metri.

 

Di seguito la ricerca in Francese:

 

La Bretagne est une région francaise, elle est une péninsule à l’extrémité ouest de la France et elle est située entre la Manche au nord, la mer Celtique et la Manche à l’ouest et le golfe de Gascogne au sud. La langue officielle est le français, mais les langues régionales ils sont breton et le gallo. Les premières personnes qui sont arrivées dans la région ont ètè les gaulois. Ils ont jeté les bases de la langue bretonne et de la culture bretonne. Après les Gaulois ils sont venus les Romains, avec la conquête de la France par Giulio Cesare. Après la chute de l’Empire romain elle est devenu un Etat indépendant, jusqu’à ce que, en 1532, est devenu une partie de la France. La Bretagne était une région pauvre et mal équipé, mais au cours des 40 dernières années, cependant, a mis au point un grand «miracle» qui l’a conduit à être l’une des régions les plus développées de la France. elle est désormais industrialisé et a également développé beaucoup dans le secteur agricole.
En regardant le point de vue géographique, nous pouvons voir que le capital est Rennes. Les principales villes de la région sont Brest, Lorient et Quimper. elle est bordé par de Basse-Normandie dans le nord-est et la vallée de la Loire au sud-est. Elle est humide par l’océan Atlantique et de la Manche.
La Bretagne est divisée entre la côte, toujours plus riche et la plus peuplée, et l’intérieur des terres, plus pauvres. La population est d’environ 3 millions d’habitants et les abitants sont appelés Bretons.
A fin d’observer l’aspect linguistique, nous devons diviser la région à l’ouest et l’est. A l’ouest, historiquement les abitants parlant breton, mais à l’est ils parlant le gallo.
Il n’ya pas des hautes montagnes, en fait le plus grand mesure 300 mètres.

 

Ricerca su Copia dei Testi Antichi

Postato il Aggiornato il


Miniaturisti e Amanuensi

Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito la ricerca sugli amanuensi:

Prima della diffusione della stampa, l’amanuense o il copista, era colui che ricopiava manoscritti.

Dopo la diffusione del Cristianesimo la pratica di copiatura dei manoscritti antichi fu coltivata soprattutto in centri religiosi (in particolar modo le abbazie dei Benedettini) e nel XIII secolo si sviluppò una vera e propria industria di professionisti. Poiché la gran parte dei testi veniva ricopiata da membri del clero, non si ha la certezza che gli eventi siano stati riportati fedelmente, poiché era pratica comune modificare gli argomenti del libro per mettere in buona luce la chiesa.

Il lavoro dell’amanuense era molto faticoso: bisognava lavorare ininterrottamente per 9 ore al giorno, sopportando crampi alle mani. Solitamente si completavano poco dìpiù di una decina di pagine al giorno, arrivando ad impiegare un anno a completare la copiatura di un solo testo.

Questi testi una volta completati erano ampiamente decorati da miniaturisti (che spesso erano pittori) i quali realizzavano spesso autentiche opere d’arte miniate che volevano riflettere la grandezza e la gloria di Dio.

La miniatura era già stata usata come decorazione di manoscritti ai tempi degli Egizi e dei Greci, ma ebbe il suo massimo sviluppo nel Medio Evo. La parola ‘miniatura’ deriva dal latino minium, il colore usato per riquadrare le pagine e per scrivere i titoli e le lettere iniziali dei manoscritti. Gli amanuensi infatti lasciavano appositamente in bianco la lettera iniziale di ogni capitolo affinché venisse poi ‘ miniata’ dai miniaturisti il cui compito era quello di illustrare, illuminare ed arricchire il testo con fregi, decorazioni, cartigli e figure varie, inserendosi con abilità nei margini, nei bordi, nelle lettere maiuscole, con tutta la grazia ricca e delicata di cui erano maestri.
I miniaturisti usavano adornare la lettera iniziale di ogni capitolo o di ogni pagina con dorature o colori come verde e azzurro, mentre con colori vivaci come il rosso le prime linee scritte, le lettere maiuscole ed i titoli, infine l’ oro e l’ argento per codici di lusso destinati al culto religioso. Essi inserivano nel testo delle piccole e bellissime raffigurazioni di angeli, di santi o di scene della vita di ogni giorno. In qualche libro, i margini di ciascuna pagina venivano decorati con ghirlande di fiori e di foglie e spesso, in mezzo a questi bordi infiorati venivano dipinti anche animaletti quali api, farfalle,scarabei e libellule.

Sta di fatto che il lavoro dell’amanuense è stato praticato per secoli in Europa ed è grazie al lavoro di queste persone se oggi abbiamo la possibilità di leggere dei libri antichissimi che altrimenti sarebbero andati dispersi nel tempo.

Tema sulla poesia Dormire di Ungaretti

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto che per me vuol dire tanto. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito la traccia, la poesia e lo svolgimento del tema:

 

Le emozioni di una poesia di Ungaretti: Dormire

Vorrei imitare
questo paese
adagiato
nel suo camice
di neve.”

 

 

Dormire è un delle poesie più belle di Ungaretti e viene scritta durante la 1a Guerra Mondiale.

La data e il contesto storico sono fondamentali per comprendere questa breve ma profonda poesia: La guerra infatti aveva toccato nel profondo Ungaretti, che vivendola sulla sua pelle non la vedeva più come un insieme di gesta eroiche, di imprese memorabili, ma come sofferenza, morte e struggimento dell’anima. In trincea Ungaretti infatti non aveva un momento di pace, doveva sempre essere attento e vigile per evitare tutti i possibili pericoli. I suoi sentimenti sono ben descritti nella poesia Soldati, nella quale paragona per l’appunto i soldati a delle foglie d’autunno (Si sta come d’inverno/ sugli alberi le foglie). L’unico momento di pace, a detta del poeta, era il breve momento dell’alba, come scrive nella poesia Mattina, nella quale in pochissime parole fa comprendere alla perfezioni le sue sensazioni sulla nascita del sole vista dalla trincea.

Tipico di Ungaretti infatti è uno stile breve e conciso che colpisce dritto il lettore con un’immagine forte ma lasciandogli la possibilità di immaginare tutto il resto e di arricchire quei pochi versi con la propria esperienza e le proprie idee.

Dormire si fonda sulla contrapposizione tra la quiete di un paesino innevato e l’anima del poeta resa irrequieta dalla guerra, questo diventa quindi una metafora dei desideri del poeta: pace interiore, calma, serenità e protezione. La neve adagiata delicatamente sul paesino richiama perfettamente questi sentimenti, poiché il manto di neve ovattato, soffice e delicato unito alla calma tipica dei piccoli paesi, evoca nel lettore immagini di serenità, pace e armonia con sè stessi.

Per quanto riguarda la mia impressione personale il poeta è riuscito perfettamente nel suo intento, le emozioni sopra citate infatti sono state proprio le prime che ho provato.

Infine ammiro e apprezzo molto Ungaretti per la sua capacità di esprimersi in modo breve e conciso riuscendo al contempo ad essere chiaro e a suscitare un mare di emozioni, che gli hanno permesso di dare vita a poesia eterne e bellissime, in grado di farci arrivare nei posti più remoti del nostro “io”, nel cosiddetto “porto sepolto”.

Tema su Emergenza Ambientale

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto che per me vuol dire tanto. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito lo svolgimento del tema:

Frutti spontanei, acqua, una grotta. Tanto serviva ai nostri antenati ominidi per vivere.
Agli albori della nostra specie la vita era più semplice e dipendeva completamente dall’ambiente, tanto che l’uomo si è adattato ai vari ecosistemi originando le varie etnie che ancora oggi persistono. Col tempo la tecnologia è avanzata e passando per il fuoco, un arco e una freccia, il vapore creato da un tozzo di carbone e una pila elettrica siamo arrivati alla società della globalizzazione, che può garantire una qualità di vita altissima e inimmaginabile solo poco tempo fa, una società in cui il problema non è più come sopravvivere ma come vivere.
La storia ci insegna che più la società si evolve e più l’uomo riesce ad elevare la qualità della vita più paga l’ambiente, come se ogni passo in avanti nella tecnologia fosse fatto calpestando la natura.
Ma se un tempo neanche ci si poteva rendere conto dei danni apportati al nostro pianeta oggi tutti ne sono al corrente, sono stati pubblicati milioni di saggi e di articoli sull’insostenibilità del nostro stile di vita, che hanno messo in luce la necessità di un cambiamento radicale. Eppure non si smuove nulla, il sistema rimane invariato e le risorse del nostro pianeta continuano ad essere sfruttate come se non ci fosse un domani, come se non ci fosse un mondo da lasciare ai nostri figli. Ci sono dei perché alla base di questa immobilità della società di fronte a questo problema, come il menefreghismo e il costo economico di un cambiamento.
Il menefreghismo è dovuto al fatto che pensiamo che la colpa sia dei poteri forti e che quindi noi non possiamo fare nulla e al martellamento a cui siamo sottoposti riguardo l’emergenza ambientale, che invece di farci indignare e prendere in mano la situazione ci fa sembrare quest’emergenza una cosa “normale”, come quando di fronte all’ennesimo scandalo politico non ne siamo più colpiti e lo archiviamo come prassi quotidiana. Inoltre c’è l’incapacità di guardare oltre il presente e il futuro prossimo, non ci riusciamo ad immaginare chiaramente i problemi che avremo fra 100 anni. Infine va detto che cambiare costa e chi ha le maggiori responsabilità di questo sfruttamento delle ricchezze naturali sono quegli “imprenditori” che si gettano su facili guadagni a scapito delle risorse ambientali.
Sono queste persone che hanno la possibilità di regalare un nuovo futuro al nostro pianeta, ma non hanno interesse a farlo in quanto è economicamente sconveniente. Per invogliarli a cambiare oltre che puntare sul senso civico serve analizzare l’aspetto monetario e rendere vantaggioso un lavoro eco-sostenibile. In questo senso hanno potere i consumatori che devono preferire prodotti sostenibili e i governi che investendo nella ricerca possono abbassare i prezzi delle tecnologie pulite e aumentare la quantità di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Ricerca su Danni Fisici e Mentali dell’Alcol

Postato il Aggiornato il


alcolSe questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto che per me vuol dire tanto. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito troverete la ricerca sviluppata prima in modo discorsivo, impostata suddividendo gli effetti in 3 categorie (breve termine, lungo termine e indiretti) e poi alla fine in modo più schematico e riassuntivo.

 

EFFETTI DELL’ALCOL:

 

Effetti Diretti a Breve Termine
L’alcol viene in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall’intestino e, se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido. L’alcol assimilato, attraverso il sangue, passa al fegato, che ha il compito di distruggerlo. Finché il fegato non ha completato la digestione però l’etanolo continua a circolare diffondendosi nei vari organi.
L’alcol, una tra le sostanze più tossiche, può facilmente oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni, fino alla distruzione delle cellule. Nello stato di ubriachezza l’alcol nel sangue raggiunge tutti gli organi, cervello compreso, uccidendo migliaia di neuroni, e il danno cerebrale è irreversibile.
Con un’ubriacatura si perdono circa 100.000 neuroni, tanti quanti quelli di una giornata di vita. L’alcol provoca una iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, ma a quantità progressivamente crescenti corrispondono effetti come riduzione della visione laterale (visione a tunnel), perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione. Quantità eccessive di alcol possono portare fino al coma e alla morte. La velocità con cui il fegato riesce a rimuovere l’alcol dal sangue varia da individuo ad individuo; in media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica l’organismo impiega 2 ore. Se si beve molto alcol in poco tempo lo smaltimento è più lungo e difficile, e gli effetti più gravi.

 

Effetti Diretti a Lungo Termine
L’utilizzo prolungato di alcol nel tempo può aumentare il rischio di sviluppare varie patologie più o meno gravi, e anche a basse dosi l’alcol accresce il rischio per alcune malattie. Secondo dati forniti dall’OMS, il consumo di 20 grammi di alcol al giorno (pari a circa 2 bicchieri di vino), chi beve da 0 fino a 20-30 grammi di alcol puro al giorno (ad esempio due bicchieri di vino oppure due lattine di birra da 0,33 cl oppure un bicchierino di superalcolico) dal punto di vista degli effetti dell’alcol sulla salute può quindi essere assimilato all’astemio. Esiste comunque un problema di carico: la dose di alcol sopra-indicata andrebbe diluita nelle 24 ore e non assunta tutta assieme.

Gli alcolisti consumano fino a 80 g di alcol al giorno se non di più e in questi individui si registra un aumento percentuale nel riscontrare queste malattie:

del 100% per la cirrosi epatica;

del 20-30% per i tumori del cavo orale, faringe e laringe;

del 10% per i tumori dell’esofago;

del 14% per i tumori del fegato;

del 10-20% per i tumori della mammella;

del 20% per l’ictus cerebrale.

Steatosi epatica o fegato grasso (importante accumulo di trigliceridi a livello epatico → dolore),

epatite alcolica (febbre, sanguinamento, nausea)

cirrosi epatica. irreversibile può causare (ittero, ingross. Milza, edemi → liquido addominale, perdita peli ematomi) può portare tumore al fegato.

 

Effetti Indiretti

L’alcol è la causa di circa la metà degli 8.000 decessi conseguenti ad incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per gli uomini al di sotto dei 40 anni. La guida sotto stato di ebbrezza ha causato, nel 2005, ben 4.107 incidenti stradali e le infrazioni accertate dalla Polizia Stradale nel 2006 per guida sotto l’influenza di alcol sono state 24.803. Tra i guidatori in stato psico-fisico alterato, chi è sotto l’effetto di alcol rappresenta il 70.2%. L’abuso di alcol è la causa della crescente mortalità giovanile per incidente stradale, per più del 40% dei casi, e del 46% dei morti di età compresa fra i 15-24 anni.

Secondo dati forniti dall’OMS, ogni anno nella Regione Europea circa 73 mila morti e più di 2 milioni di ricoveri o visite ospedaliere, sono dovuti ad atti di violenza interpersonale. L’alcol appare come fattore determinante almeno nel 40% dei casi.
Negli Stati Uniti, le statistiche indicano come l’86% dei casi di omicidio, il 37% delle aggressioni e il 60% delle violenze sessuali avvengono sotto l’effetto dell’alcol.
Il rapporto tra uso di alcol e violenza è dovuto agli effetti di disinibizione, alterazione dei meccanismi di elaborazione delle informazioni, riduzione dell’attenzione. Ma, sempre a causa di questa alterazioni, l’assunzione di alcol aumenta anche il rischio di subire atti di violenza, perché incapaci di interpretare correttamente le situazioni.

Il 6.8% di tutte le disabilità che vengono registrate in un anno è attribuibile all’alcol e complessivamente il 10% dei ricoveri è legato all’abuso di alcol.
Ogni anno in Italia circa 40.000 individui muoiono a causa dell’alcol per cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi, incidenti in ambiente lavorativo, domestico e incidenti stradali.

È fondamentale evitare l’assunzione concomitante di farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (per esempio ansiolitici e antidepressivi).

 

SCHEMA RIASSUNTIVO:

PERCORSO DELL’ALCOL NEL NOSTRO ORGANISMO

  • Inizia ad essere digerito passando per lo stomaco e per l’intestino
  • Entra in circolo e danneggia/distrugge le cellule con cui entra in contatto
  • Il fegato inizia a distruggere l’etanolo che però rimane in circolo, provocando gli effetti sopra elencati e se in dosi abbondandti l’ubriacatura con effetti annessi (allentamento freni inibitori, perdita equilibrio, rallentamento meccanismi di ragionamento, euforia)
  • Se in dosi eccessive porta al coma (etilico) e poi alla morte

EFFETTI A BREVE TERMINE

  • Permanenti → distruzione delle cellule nervose (neuroni)
  • Non Permanenti → ubriacatura (freni inibitori, euforia, poca stabilità ecc.)

EFFETTI A LUNGO TERMINE

  • Rischio di malattie (cirrosi epatica, tumori faringe/laringe/fegato/mammella, ictus)

EFFETTI INDIRETTI

  • incidenti stradali e non, violenza interpersonale, disabilità