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Ricerca sull’Alcolismo

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Di seguito troverete la ricerca sviluppata prima in modo discorsivo, impostata suddividendo gli effetti in 3 categorie (breve termine, lungo termine e indiretti) e poi alla fine in modo più schematico e riassuntivo.

 

EFFETTI DELL’ALCOL:

 

Effetti Diretti a Breve Termine
L’alcol viene in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall’intestino e, se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido. L’alcol assimilato, attraverso il sangue, passa al fegato, che ha il compito di distruggerlo. Finché il fegato non ha completato la digestione però l’etanolo continua a circolare diffondendosi nei vari organi.
L’alcol, una tra le sostanze più tossiche, può facilmente oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni, fino alla distruzione delle cellule. Nello stato di ubriachezza l’alcol nel sangue raggiunge tutti gli organi, cervello compreso, uccidendo migliaia di neuroni, e il danno cerebrale è irreversibile.
Con un’ubriacatura si perdono circa 100.000 neuroni, tanti quanti quelli di una giornata di vita. L’alcol provoca una iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, ma a quantità progressivamente crescenti corrispondono effetti come riduzione della visione laterale (visione a tunnel), perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione. Quantità eccessive di alcol possono portare fino al coma e alla morte. La velocità con cui il fegato riesce a rimuovere l’alcol dal sangue varia da individuo ad individuo; in media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica l’organismo impiega 2 ore. Se si beve molto alcol in poco tempo lo smaltimento è più lungo e difficile, e gli effetti più gravi.

 

Effetti Diretti a Lungo Termine
L’utilizzo prolungato di alcol nel tempo può aumentare il rischio di sviluppare varie patologie più o meno gravi, e anche a basse dosi l’alcol accresce il rischio per alcune malattie. Secondo dati forniti dall’OMS, il consumo di 20 grammi di alcol al giorno (pari a circa 2 bicchieri di vino), chi beve da 0 fino a 20-30 grammi di alcol puro al giorno (ad esempio due bicchieri di vino oppure due lattine di birra da 0,33 cl oppure un bicchierino di superalcolico) dal punto di vista degli effetti dell’alcol sulla salute può quindi essere assimilato all’astemio. Esiste comunque un problema di carico: la dose di alcol sopra-indicata andrebbe diluita nelle 24 ore e non assunta tutta assieme.

Gli alcolisti consumano fino a 80 g di alcol al giorno se non di più e in questi individui si registra un aumento percentuale nel riscontrare queste malattie:

del 100% per la cirrosi epatica;

del 20-30% per i tumori del cavo orale, faringe e laringe;

del 10% per i tumori dell’esofago;

del 14% per i tumori del fegato;

del 10-20% per i tumori della mammella;

del 20% per l’ictus cerebrale.

Steatosi epatica o fegato grasso (importante accumulo di trigliceridi a livello epatico → dolore),

epatite alcolica (febbre, sanguinamento, nausea)

cirrosi epatica. irreversibile può causare (ittero, ingross. Milza, edemi → liquido addominale, perdita peli ematomi) può portare tumore al fegato.

 

Effetti Indiretti

L’alcol è la causa di circa la metà degli 8.000 decessi conseguenti ad incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per gli uomini al di sotto dei 40 anni. La guida sotto stato di ebbrezza ha causato, nel 2005, ben 4.107 incidenti stradali e le infrazioni accertate dalla Polizia Stradale nel 2006 per guida sotto l’influenza di alcol sono state 24.803. Tra i guidatori in stato psico-fisico alterato, chi è sotto l’effetto di alcol rappresenta il 70.2%. L’abuso di alcol è la causa della crescente mortalità giovanile per incidente stradale, per più del 40% dei casi, e del 46% dei morti di età compresa fra i 15-24 anni.

Secondo dati forniti dall’OMS, ogni anno nella Regione Europea circa 73 mila morti e più di 2 milioni di ricoveri o visite ospedaliere, sono dovuti ad atti di violenza interpersonale. L’alcol appare come fattore determinante almeno nel 40% dei casi.
Negli Stati Uniti, le statistiche indicano come l’86% dei casi di omicidio, il 37% delle aggressioni e il 60% delle violenze sessuali avvengono sotto l’effetto dell’alcol.
Il rapporto tra uso di alcol e violenza è dovuto agli effetti di disinibizione, alterazione dei meccanismi di elaborazione delle informazioni, riduzione dell’attenzione. Ma, sempre a causa di questa alterazioni, l’assunzione di alcol aumenta anche il rischio di subire atti di violenza, perché incapaci di interpretare correttamente le situazioni.

Il 6.8% di tutte le disabilità che vengono registrate in un anno è attribuibile all’alcol e complessivamente il 10% dei ricoveri è legato all’abuso di alcol.
Ogni anno in Italia circa 40.000 individui muoiono a causa dell’alcol per cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi, incidenti in ambiente lavorativo, domestico e incidenti stradali.

È fondamentale evitare l’assunzione concomitante di farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (per esempio ansiolitici e antidepressivi).

 

SCHEMA RIASSUNTIVO:

PERCORSO DELL’ALCOL NEL NOSTRO ORGANISMO

  • Inizia ad essere digerito passando per lo stomaco e per l’intestino
  • Entra in circolo e danneggia/distrugge le cellule con cui entra in contatto
  • Il fegato inizia a distruggere l’etanolo che però rimane in circolo, provocando gli effetti sopra elencati e se in dosi abbondandti l’ubriacatura con effetti annessi (allentamento freni inibitori, perdita equilibrio, rallentamento meccanismi di ragionamento, euforia)
  • Se in dosi eccessive porta al coma (etilico) e poi alla morte

EFFETTI A BREVE TERMINE

  • Permanenti → distruzione delle cellule nervose (neuroni)
  • Non Permanenti → ubriacatura (freni inibitori, euforia, poca stabilità ecc.)

EFFETTI A LUNGO TERMINE

  • Rischio di malattie (cirrosi epatica, tumori faringe/laringe/fegato/mammella, ictus)

EFFETTI INDIRETTI

  • incidenti stradali e non, violenza interpersonale, disabilità

 

Ricerca sul Terrorismo

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Di seguito la ricerca con un’introduzione al fenomeno e successivamente l’analisi della situazione in cecenia, striscia di gaza (israele e palestina) e infine i cosidetti “paesi del petrolio”

Terrorismo Internazionale
Il terrorismo è una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni eclatanti, violente e premeditate come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ai danni di entità come istituzioni statali, governi, esponenti politici o pubblici, gruppi politici, etnici o religiosi. Generalmente i gruppi terroristici sono organizzazioni segrete costituite da un numero ridotto di individui. I terroristi sono convinti di agire per il bene, di fare qualcosa che serve al proprio popolo, alla propria cultura, di dare un segnale forte e puntare l’attenzione mondiale su alcuni temi. Peccato che l’effetto sia esattamente l’opposto, poichè se voglio risolvere o portare l’attenzione mondiale su alcune tematiche e lo faccio attraverso l’estremismo e la violenza la gente sarà portata all’odio, ed identificherà in me (me terrorista) un male maggiore di quello che denuncio. un esempio estremamente moderno è quello dell’isis in Francia, mentre per quanto riguarda il passato non si può non parlare di Al Qaida guidata da Osama Bin Laden, che con il famoso attentato dell’11 settembre distrusse le torri gemelle.
Cecenia:

La Cecenia è stata da sempre in contrasto con la Russia a cui è sottomessa,dal 1577, ma i conflitti divennero più “seri” dal 1783, ovvero da quando la fu annessa alla Russia. Durante la Seconda guerra mondiale, i ceceni insorsero contro i russi, approfittando del fatto che l’esercito nemico era impegnato su altri fronti, per ottenere l’indipendenza. Però una volta che l’Armata Rossa ebbe ricacciato le truppe nemiche, Stalin ordinò una durissima punizione, accusando i ceceni di aver collaborato con i nazisti. Il 23 febbraio 1944 con l’Operazione Lentil in una sola notte mezzo milione di cittadini ceceni vennero deportati dal governo sovietico nella repubblica del Kazakhstan. Qui i ceceni vennero isolati e le famiglie disperse nel tentativo di “decaucasizzare” i ribelli. Poterono tornare in patria solo nel 1957.

Da ricordare per l’impegno dimostrato nel documentare i fatti in Cecenia, nonostante il governo cercasse di metterli a tacere, è Anna Politkovskaja,giornalista che ha sacrificato la propria vita per permettere il circolare di queste notizie.

Paesi del petrolio:

Questi stati, prima del 1900 non erano importanti, poi con il grande utilizzo del petrolio che venne a crearsi divennero fondamentali nell’economia mondiale. Per questo motivo gli USA con il pretesto di liberare l’Iraq dal regime dittatoriale di Saddam Hussein cercarono di crearsi un buon avamposto in paesi importanti dal punto di vista strategico. Quindi questa “missione di pace” si trasformò in una vera e propria guerra di occupazione. Questo conflitto iniziò nel 2001, e dopo che gli americani riuscirono a togliere la dittatura ci furono conflitti perché le persone del posto vedevano glu americani come invasori.

 

Terra Santa:
Il conflitto in terra santa è nato nel 1946, quando l’ONU decise di creare un o stato per gli ebrei: Israele. La locazione di questo stato fu naturalmente in Palestina, però questi territori appartenevano alla popolazioni del posto, e quando l’ONU gli e le tolse per creare lo stato di Israele scoppiò il conflitto. Da quel momento iniziò una guerra che ancora oggi non trova una fine, nel tempo si susseguirono ininterrottamente le battagli e le trattative per arrivare alla pace, ma senza buon esito. Israele è quello messo meglio, infatti ha l’appoggio militare ed economico dell’ ONU e degli USA. Questi ultimi hanno deciso di aiutare Israele perché faceva loro comodo avere un avamposto in quei posti ricchi di petrolio. Comunque questo conflitto sembrò avere una fine con l’incontro di Arafat e Rabìn, che arrivarono ad un accordo che lasciava dei territori in cambio della pace. Purtroppo Rabìn fu ucciso e la guerra ricominciò. Questa guerra ha causato moltissimi morti, dei quali non si hanno le stime precise, e moltissime persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abibitazioni

Confronto Cicerone e Sallustio su Catilina

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Di seguito vi propongo 2 diverse esposizioni degli stessi concetti, una più schematica organizzata in punti e un’altra in forma discorsiva, in modo da permettervi di scegliere quella che vi fa più comodo e per avere una visione più completa.

DISCORSIVOcicerone

Sia Cicerone che Sallustio hanno un giudizio negativo nei confronti di Catilina, anche se in modo diverso: il primo infatti vive contemporaneamente allo svolgersi degli eventi ed è di parte in quanto Catilina è un suo avversario politico, il secondo invece vive 20 anni dopo e non ha un nessun interesse personale a privilegiare una versione piuttosto che un’altra.

Cicerone al contrario è estremamente interessato a dipingere Catilina come un uomo malvagio, meschino, maligno e malato in quanto deve difendere la sua posizione e la sua visione politica. Sallustio invece può agire da storico e avere un giudizio maggiormente obbiettivo, ad esempio si sofferma ad analizzare quelle che sono le ragioni politiche e sociali alla base della congiura e le motivazioni portato un cosi grande seguito alla manovra di Catilina mentre Cicerone descrive coloro che seguirono Catilina semplicemente come un insieme di persone malvagie e tra le più negative di Roma mentre.

Infine Sallustio descrive gli eventi facendo trasparire una critica verso la società in cui viveva Catilina (e in cui rivede la propria) in quanto considera questa come la vera causa delle malvagità di Catilina, che è solo un figlio del proprio tempo. Cicerone invece deve mostrare Catilina come un colpevole senza attenuanti e pertanto lo ritiene l’unico responsabile delle sue azioni.

A PUNTI

. Entrambi vedono Catilina come un personaggio negativo, ma in modi diversi

. Cicerone vive in contemporaneamente allo svolgersi dei fatti ed ha interesse a mostrare Catilina come un personaggio Estremamente malvagio, meschino, maligno e malato in quanto è un suo nemico politico

. Sallustio vive 20 anni dopo i fatti e vede la questione senza dover privilegiare una posizione per i suoi interessi e può analizzare la vicenda da storico

– analizza le ragioni politiche e sociali alla base della congiura di Catilina

– critica la società di Catilina (in cui rivede la propria) e la ritiene la vera causa

Tema sulla Buona Scuola

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Di seguito lo svolgimento del tema:

Indubbiamente il sistema scolastico italiano attuale presenta numerose falle, come la mancanza di fondi e di una buona organizzazione (soprattutto di una burocrazia veloce), la differenziazione tra le varie scuole, i problemi legati all’inserimento di nuovi insegnanti e al punteggio, l’incapacità di valutare adeguatamente l’operato dei docenti e quello degli alunni e il fatto che molti edifici non siano a regola (il 50% circa non sono a regola).

Sicuramente questo organismo necessita una riforma che vada a eliminare questi problemi, considerando le difficoltà e le realtà della scuola.

La buona Scuola nasce per questo: rivoluzionare il mondo scolastico, ed è un’insieme di riforme ideate dal premier Matteo Renzi. La Buona Scuola va effettivamente a toccare tutti i punti precedentemente citati, assicurando circa 100.000 nuovi posti di lavoro per gli insegnanti che si trovano nella graduatoria dei punteggi, destinando fondi alla ristrutturazione di molti edifici, presidi che possono scegliere gli insegnanti migliori e più adatti e infine costruendo un legame più solido tra scuola e mondo del lavoro. Purtroppo questa riforma potrebbe funzionare solamente in un mondo utopico, poiché sembra dimenticare completamente di cosa sia la scuola nel mondo reale.

Per risolvere il problema dell’incapacità nella valutazione dei docenti si affida tutto al preside, dando a lui i poteri necessari e affidandogli una grande responsabilità. Già qui sorgono i primi dubbi, poiché il preside non può facilmente valutare dall’esterno l’operato di un insegnante. Al preside andrà quindi il compito di scegliere gli insegnanti a proprio giudizio (senza escludere che sarebbero possibili favoritismi), di assegnare premi in denaro a quelli che ritiene migliori e infine gli vengono concessi ampi poteri in modo da poter velocizzare la burocrazia. Bisogna vedere se tutti i presidi saranno in grado di reggere il peso di tutte queste responsabilità che si ritroverebbero sulle spalle e se saranno in grado di gestire correttamente tutti questi nuovi poteri.

Per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici scolastici non a norma, per come vengono svolti i lavori nelle scuole, i fondi stanziati non sarebbbero minimamente sufficienti. Infine non sono state calcolate le difficoltà pratiche dell’inserimento di 100.000 nuovi insegnanti, difatti probabilmente solo la metà avranno la possibilità di avere il posto, mentre gli altri, dopo 3 anni di supplenza saranno licenziati.

Nonostante tutto sono felice di questo tentativo di riforma, perché è stato tentato un cambio netto che centrasse delle problematiche esistenti. Purtroppo le decisioni prese non sono positive per il sistema scolastico ma almeno si potrebbero “smuovere le acque”, perché oramai la scuola da sempre più l’idea di pantano all’interno del quale qualsiasi cosa si tocchi ci si sporca, e questo decreto ha tentato di ripulire tutto.

Tema Argomentativo sulla satira

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Di seguito presento la traccia e lo svolgimento del tema

Traccia:

La Vignette sul terremoto in Italia pubblicata da Charlie Hebdo "Terremoto all'italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne". L'ultima, ("lasagne"), presenta diverse persone sepolte da strati di pasta. ANSA+++ EDITORIAL USE ONLY NO SALES NO ARCHIVE+++è giusto dare un limite alla satira?

Svolgimento:

Per secoli è stato il vanto degli scrittori latini nei confronti dei greci, l’unico genere letterario che non ha origine nella terra di Atene e Sparta, di cosa si tratta? Della satira.

Nata come genere letterario nell’Impero Romano ma sviluppatasi successivamente sotto altre forme (come vignette e discorsi orali), la satira è un genere letterario che ha come intento il mettere in risalto gli aspetti criticabili di qualcuno o qualcosa, per portarli agli occhi dell’opinione pubblica, mediante un mix di sarcasmo, ironia e comicità.

Da sempre si discute se sia corretto o meno utilizzare questo stile tagliente e spregiudicato in quanto spesso gli oggetti dell’opera finiscono per sentirsi presi in giro, offesi o attaccati.

La satira ha molti aspetti positivi, in quanto è un ottimo mezzo per mettere sotto i riflettori determinate questioni, poiché fa leva sulla semplicità e sul suscitare divertimento in chi legge, e proprio per queste sue caratteristiche dà la possibilità di arrivare ad un pubblico enorme e farlo interessare al problema. Quante persone trovano piacevole la lettura di articoli sulla politica, sulla difesa dell’ambiente, sui problemi della società, sulla corruzione o sulla mafia? Penso poche, e comunque quando leggiamo cose del genere ce ne dimentichiamo dopo poche settimane (se non molto prima).

Il nostro cervello “salva” principalmente i ricordi che si legano ad un’emozione, qualunque essa sia e poiché le letture sopra citate difficilmente ci fanno emozionare, non le ricordiamo. Un’opera satirica (che sia una vignetta o un testo) ha questo potere: ci fa ridere o arrabbiare, catturando quindi la nostra attenzione. La satira sacrifica la presenza di molte informazioni tecniche a favore dell’immediatezza e dell’aspetto comico rendendo la lettura più veloce e scorrevole, poiché è indirizzata a farci incuriosire e interessare all’argomento mentre saremo noi successivamente e in altre forme a documentarci a riguardo se saremo interessati.

D’altra parte proprio perché la satira mette in mostra gli aspetti negativi riguardo uno specifico tema, spesso capita che un gruppo di persone o un singolo individuo si risentano per ciò che è espresso e per modo in cui è espresso, anche perché spesso e volentieri la satira tocca argomenti molto delicati come la religione (vedi charlie hebdo) di cui si discute da tempo e prendendo una posizione si offende necessariamente l’altra parte.

Scrivere satira con intelligenza e per informare o portare l’attenzione su qualcosa è estremamente utile e costruttivo, ma bisogna essere capaci di non oltrepassare il confine che porterebbe alla maleducazione o alla semplice offesa, la satira deve essere costruttiva per essere tale altrimenti diventa un’opera denigrativa. In questi casi è difficile stabilire fin dove si possa spingere la libertà d’espressione e spesso stà all’intelligenza e alla capacità dell’autore di trovare una giusta misura.

La satira è un veicolo per arrivare alle persone e colpirle, può essere anche di dubbio gusto (charlie hebdo sul terremoto di amatrice) ma se prende i soggetti della critica indipendentemente dal paese di appartenenza, dalla religione, dall’orientamento sessuale o quant altro (charlie hebdo ha realizzato una vignetta di dubbio gusto anche sulla strage di Nizza) non deve subire limitazione, piuttosto bisogna lavorare sull’intelligenza del lettore che deve capire cosa ha di fronte e reagire di conseguenza.

Il Piacere dei testi Vol.1 pag. 731 esercizi svolti e riassunto dettagliato

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Di seguito riporto un breve riassunto e gli esercizi svolti dell’analisi del testo della novella la badessa e le braghe del Decameron di Boccaccio.

Riassunto:

C’era una volta in Lombardia un monastero famoso per la sua devozione religiosa. Tra le monache ce n’era una di particolare bellezza di nome Isabetta che era solita ricevere viste da un parente alla lontana. Ben presto le grate che li separavano divennero per i due giovani una barriera troppo dolorosa da sopportare e cercarono il modo per incontrarsi senza ostacoli. La soluzione fu più semplice di quanto si pensasse e gli amanti iniziarono ad incontrarsi nella di lei cella, di notte. Una volta però il ragazzo fu notato da una con-sorella che lo spifferò immediatamente alle altre religiose che decisero di montare la guardia per comunicare alla badessa eventuali altri incontri sconvenienti. E quel giorno non tardò ad arrivare…così corsero quindi a svegliare la superiora che
si vestì frettolosamente al buio e raggiunse il capezzale degli amanti. Qui trascinò fuori dal letto Isabetta e la mise come davanti ad un tribunale di accusa. Tutti gli occhi erano rivolti alla peccatrice che non osava alzare i suoi da terra ma, dopo aver ascoltato mille rimproveri, trovò il coraggio per alzare lo sguardo e disse alla badessa che avrebbe ascoltato pazientemente tutto ciò che lei aveva da dirle se solo…si fosse sistemata la cuffia che aveva in testa! Usimbalda, la badessa, si stupì della risposta della giovane e la invitò a pensare alle sue azioni piuttosto che al suo copricapo ma Isabetta insistette ancora sul copricapo della badessa e fece sì che tutte le consorelle si girarono a vedere che stranezza avesse mai la superiora in testa. E mentre Usimbalda scopriva con le mani quello che le altre scoprivano con gli occhi…ci fu un momento di totale imbarazzo per la scoperta che la badessa aveva in testa…un paio di pantaloni da prete, ovvero colui con il quale stava giacendo quando le monache la svegliarono! Così, senza poter più far finta di nulla, dichiarò che era evidente che era impossibile difendersi dalle tentazioni della carne e disse che potevano fare così anche tutte le altre, con discrezione. Cosa che provocò in alcune sdegno ed in altre…entusiastica partecipazione!

Esercizi Svolti:

N 1

Una badessa si alza in fretta e al buio per recarsi da una sua monaca, a lei denunciata per trovarsi con un amante, ma poiché era con un prete, credendo le braghe del sacerdote l’insieme dei suoi veli se le mise in testa, l’accusata si accorse di queste e dopo averlo fatto notare alla badessa fu liberata dalle accuse ed ebbe il permesso di stare col suo amante

N2

Il tema deriva dalla visione oggettiva che ha Boccaccio della realtà, il quale non ha paura di considerare le suore come esseri umani, e in quanto tali capaci di compiere errori. Con questa novella vuole portare alla luce una verità nascosta, dimostrando che nessuno è estraneo all’errore neanche coloro che incarnano i valori della religione cristiana.

N3

Gli stoltissimi sono le monache e la badessa. Le prime perché vogliono umiliare la loro consorella piuttosto che agire in difesa dei valori del loro ordine, quest’ultima perché rimprovera la suora per un peccato che lei stessa ha commesso.

N4

la fortuna intesa come destino si riferisce al fatto che le suore decidono di coinvolgere la badessa rimandando così il giorno dell’accusa a quando la badessa era in compagnia del prete e in generale al fato che la suora riesce a cavarsela e a non subire ripercussioni dopo l’accaduto.

N5

1-4 Riassunto della novella

5-24 Introduzione

25-36 Le suore scoprono il segreto

36-43 La badessa viene chiamata in causa

44-59 La badessa inteviene

60-74 Atteggiamento diverso

75 conclusione

N6

Viene definito in modo ironico “un monastero di santità”.

N7

la notte e il buio sono essenziali nella vicenda perché grazie alla prima avvengono gli incontri tra Isabetta e l’amante (che di giorno non avrebbero potuto avere luogo) e al secondo l’errore della badessa che scambia il velo con le braghe del prete

N8

le consorelle sono le accusatrici e se consideriamo Isabetta la protagonista loro sono le antagoniste, in quanto spinte dall’invidia vogliono che la badessa punisca Isabetta.

N9

Sono termini che potremmo trovare in un romanzo giallo riferiti ad un detective o ad una squadra di spionaggio.

N10

Dopo che la Badessa viene scoperta cambia completamente il senso del suo discorso, ammettendo che è impossibile resistere all’istinto e che quindi ogni monaca è libera di divertirsi come preferisce

N11

riga 23 “non una ma molte volte, con gran piacere di ciascuno, la visitò.“

riga 37 “accompagnata da un prete”

riga 74-75 “come seppero il meglio, segretamente procacciarono lor ventura.”

N12

l’ironia è un aspetto fondamentale nella poetica di Boccaccio e in questo caso viene usata per mettere in luce in modo divertente e leggero i gravi avvenimenti che hanno luogo nel “monastero di santità “.

N13

Boccaccio delinea la natura umana così com’è, trattandone gli aspetti migliori così come quelli che si cerca di allontanare. l’uomo per sua natura ragione tanto con la testa quanto con l’isitnto e spesso cade nell’errore, che sia lui un contadino, un aristocratico o un uomo di chiesa. Possiamo notare infatti questo tema in moltissime delle sue novelle come in Andreuccio da Perugia in cui un prete è complice di una profanazione.

Tema sulle Idee Politiche di Machiavelli ne il Principe

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nelle seguenti righe leggerete un tema scritto da me con l’obbiettivo di aiutare tutti coloro che devono affrontare un tema del genere. Spero quindi di velocizzarvi lo studio e se il testo vi sarà effettivamente d’aiuto vi invito a condividere il post su qualsiasi social network voi vogliate (sono presenti anche dei bottoni a fine articolo per farlo più semplicemte), inoltre se volete potete mandare i vostri scritti che sarò felice di pubblicare sul sito (per info visitate la pagina “manda i tuoi scritti“). Di seguito troverete il tema svolto:

Niccolò Machiavelli fu uno storico, scrittore, drammaturgo, politico e filosofo italiano. Lavorò alla corte dei Medici, come segretario, ovvero fu incaricato di tenere i rapporti con gli stati esteri. In questa veste viaggiò molto, ed ebbe la possibilità di conoscere personaggi potenti. In questo modo iniziò a formulare una propria tesi riguardo il fatto di liberare l’ Italia dalla “ruina” (rovina), ovvero da tutti i popoli che l’ avevano occupata.Tema Machiavelli

La sua opera più importante fu: il principe, che donò a Lorenzo de Medici, nel tentativo che riuscisse a diventare un sovrano migliore, infatti nel principe viene spiegato come un re si dovrebbe comportare secondo Machiavelli, ovvero seguendo la politica de : “il fine giustifica i mezzi”.

Machiavelli nel Principe affermava inoltre che : “Colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare”, infatti voleva esortare Lorenzo il Magnifico a governare con meno scrupoli, e a cercare solamente di liberare l’ Italia dai domini stranieri, senza interessarsi del come, arrivando magari anche ad ingannare altre persone.

Ciò che afferma Machiavelli lo ritengo giusto se consideriamo in considerazione la frase in sè: è infatti vero che ci saranno sempre raggiri, persone meschine e altre che si lasceranno ingannare. Naturalmente non condivido il pensiero politico dietro l’affermazione in quanto governare in questo modo andrebbe contro la morale e l’etica. Inoltre colui che è al potere ha il compito e l funzione di rappresentare e portare avanti il pensiero del popolo e sarebbe contraddittorio decidere al posto di esso o contro i suoi interessi.

Comunque penso bisognerebbe guardare queste affermazioni di Machiavelli nell epoca in cui le formulò, infatti era un’epoca nela quale era pratica comune che i re governassero in modo simile a quello da lui promosso, inoltre non esistevano i diritti dei cittadini quindi per l’epoca non era un pensiero poi così assurdo come può apparirci oggi.

Spesso le “vittime” preferite dai potenti raggiratori erano i contadini, che in quanto ignoranti erano prede perfette. Lo stesso vale ancora oggi anche se in modi diversi, ad essere vittima di un inganno o una truffa è sempre un “ignorante” ovvero qualcuno che ha ignorato alcuni particolari in un determinato contesto.

Spero che in futuro si riesca a limitare il numero di truffe compiute ai danni della gente, anche se sarà un compito molto arduo, poiché ci sarà sempre chi inganna che troverà chi ingannare.