Ultimi Aggiornamenti degli Eventi

Tema sul senso della vita

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito il tema svolto da me, dei commenti a fine video sono ben accetti, una discussione su questi temi è sempre piacevole

 

IL SENSO DELLA VITA:

la scienza non sa spiegarsi da cosa provenga la vita, è in grado di analizzarla solo in pratica; accettando quindi il presupposto che la materia si animi e agisca in modo da avere una coscienza propria può distinguere la materia inorganica da quella organica. Eppure quella di un albero, di una pecora e di un uomo ci appaiono come vite completamente diverse l’una dall’altra. Alla base di questa distinzione c’è la capacità di avere coscienza di sé stessi. Una pianta infatti vive nel senso più semplice del termine, senza nessuna consapevolezza di sè, un animale invece è un gradino sopra e ha una cognizione di sé a livello inconscio, avendo in più dei vegetali l’istinto. Infine c’è l’uomo, che all’istinto aggiunge la ragione e per questo ha una percezione di sé che lo porta a porsi domande a cui non può rispondere.

Se infatti le altre categorie di esseri viventi non hanno strumenti per indagare la propria interiorità, l’uomo ha la ragione che lo spinge ad indagare gli aspetti trascendentali della sua esistenza. Qui entra però in gioco l’istinto, la nostra parte animale e non analitica che ci impedisce di avere un giudizio oggettivo e assolutamente basato sul raziocinio. Infatti essendo anche razionali abbiamo gli strumenti per porci delle domande, ma non essendolo completamente non possiamo darci le risposte. Da questa contraddizione nascono tutte le forme di espressione artistica, che riescono ad unire questi binari paralleli che costituiscono le fondamenta del nostro essere (riferimento al pensiero di  Claudio Magris in merito alla poesia).

Per questo Leopardi ne “canto notturno di un pastore errante dell’Asia” invidia gli animali, che ignari dei dubbi che affliggono il poeta vivono nella loro beata incoscienza, trascorrendo la loro esistenza in modo sereno e ignaro.

Questo dualismo (ragione e istinto) è un aspetto fondamentale per capire come il genere umano si approcci al concetto di vita, è infatti l’unico degli esseri viventi a porsi domande sul come la nostra esistenza debba essere condotta. A queste domande possiamo rispondere citando Dostoevskij:”la bellezza salverà il mondo”. Possiamo considerare la nostra vita soddisfacente se ci siamo impegnati a coglierla in ogni nostro gesto e intento.

Annunci

Tema breve su Rapporto letteratura e politica

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

di seguito lo svolgimento del tema

Politica e Letteratura sono invenzioni dell’uomo, espressioni di aspetti diversi del carattere umano. la Politica si occupa di creare un ordine sociale, mentre la letteratura si occupa di rompere questo ordine essendo la massima espressione della libertà. Bastano infatti penna, foglio e immaginazione (senza scordare il talento!) per abbattere qualsiasi muro e ricreare qualsiasi emozione.

Questo avviene in teoria, in pratica da sempre chi scrive incappa in qualcuno che vuole impedirglielo, perché l’uomo metabolizza ciò che legge, lo fa proprio e poi si comporta di conseguenza. Dalla paura per questi comportamenti nasce la censura. Chi decide di impedire che un libro venga letto lo fa perché comprende il potere politico della letteratura: diffondere idee e influenzare persone.

Tutte queste dinamiche diventano sempre più importanti con l’avvenire della società di massa, perché si possono raggiungere sempre più persone, sempre più velocemente. Non a caso la figura dell’intellettuale è caduta, mentre nasce e si fortifica quella dell’ “influencer”.

Tema su Business della musica

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network vogliate, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito il tema, sviluppato come saggio breve ( a fine articolo le fonti):

 

industria_musicale3

Un cantante è un artista o un meccanismo dell’industria musicale?

Ascoltare musica piace a tutti, i gusti e i generi cambiano ma la necessità di ascoltarla è una caratteristica comune agli uomini di ogni epoca.

Un conseguenza di questo pertanto è la creazione di un mercato che o

gni anno fa girare milioni di euro. I Beatles sono ilgruppo musicale che ha venduto di più nella storia della musica, seguiti da Elvis Presley e Michael Jackson, i 3 insieme hanno venduto album per un totale di circa 650 milioni di dollari*. Questi rappresentano inoltre solo una parte infinitesimale di tutti i profitti che riguardano il campo della musica, dobbiamo considerare infatti che oltre gli album venduti ci sono i biglietti dei concerti, il lavoro di coloro che non sono cantanti ( ad esempio scrittori di testi, compositori di basi, manager per le pubblicità) e tutti i prodotti non musicali venduti come gadget (magliette, fasce, poster e simili).

In base a quanto appena scritto artisti come Mozart e Beethoven dovrebbero essere considerati imprenditori, ma questo termine accanto a personalità del genere non riusciamo ad affiancarlo: ci stona. Quando consideriamo quindi un cantante un artista e quando una “macchina da soldi”? L’arte è qualcosa che ci suscita emozioni, ma questo è soggettivo, poiché dipende dalla sensibilità del singolo ascoltatore. La differenza quindi  sta nell’atteggiamento che supponiamo abbia l’artista durante la composizione, se pensiamo lo faccia per soldi o per creare un’opera d’arte capace di farci emozionare.

un cantante può creare arte e allo stesso tempo guadagnarci sopra? non ha senso dividere il guadagno dall’emozione, può succedere che molti cantanti vedano la loro attività come un lavoro ma questo non implica il fatto che non siano in grado di produrre opere artistiche.

 

 

*http://www.raistoria.rai.it/gallery-refresh/i-25-artisti-che-hanno-venduto-pi%C3%B9-dischi-nella-storia-della-musica/858/23/default.aspx#header

 

 

Ricerca su Campagna Italiana in Russia

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

 

Di seguito lo svolgimento della ricerca:

Il Corpo di Spedizione Italiano in Russia, spesso abbreviato come CSIR, e l’8ª Armata Italiana in Russia, o ARMIR, furono le Grandi Unità del Regio Esercito impegnate, in successione, sul fronte orientale tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. La partecipazione alla guerra contro l’Unione Sovietica rappresentò uno sforzo notevole per le forze armate italiane, già duramente impegnate nei Balcani e in Africa settentrionale, e le ingenti perdite colà subite rappresentarono un duro colpo per le già scarse capacità militari dell’Italia. Già dai primi di giugno 1941, in previsione dell’ormai certa campagna tedesca sul fronte orientale, Mussolini offrì a Hitler di partecipare con truppe italiane e contemporaneamente attivò il Generale Cavallero (Capo di SM Generale). Alla fine fu decisa la costituzione del CSIR. L’offerta di Mussolini venne formalmente accettata, pur senza eccessivo entusiasmo, da Hitler con lettera consegnata all’Ambasciata Italiana di Berlino il 22 giugno 1941, giorno dell’inizio delle operazioni sul fronte orientale.

Circa le ragioni strategiche delle spedizioni, si suppone che il principale desiderio di Mussolini fosse quello di “riequilibrare” lo stato dell’alleanza con la Germania, in quel momento fortemente sbilanciato in favore dei tedeschi; in tale ottica, la partecipazione italiana alla campagna di Russia avrebbe pareggiato l’intervento dell’Afrika Korps tedesco in Libia. Vi erano anche considerazioni economiche, ovvero il timore di arrivare in ritardo alla spartizione delle risorse di un nemico considerato ormai sconfitto. Del tutto secondarie erano invece le considerazioni ideologiche (la partecipazione dell’Italia fascista alla lotta contro il comunismo), che pure ebbero ampio risalto nella propaganda degli opposti schieramenti.

Appena iniziarono i primi scontri si capì subito che l’intera campagna sarebbe stata un disastro, infatti i russi riuscirono a contrastare abilmente l’offensiva italo tedesca.

Le perdite umane furono abbastanza alte, infatti 74.800 militari italiani morirono in Russia, invece i tedeschi subirono la perdita di 114.520 militari su 230.000. molti altri finirono dispersi.

Inoltre persero quasi tutte le armi, le munizioni e le macchine come i carri armati.

Ricerca sulla Bretagna Italiano e francese

Postato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito la ricerca in Italiano:

 

La Bretagna è una regione francese, è una penisola nella punta occidentale della Francia ed è situata tra il Canale a nord, il Mar Celtico e il Canale ad ovest e la baia di Biscaglia

a sud. La l

ingua ufficiale è francese, ma le lingue regionali sono Bretone e Gallo. Le prime persone che sono arrivate nella regione erano Gallic. Hanno posato le basi per la lingua bretone e la cul

tura bretone. Dopo i Galli sono venuti i Romani, con la conquista della Francia da Giulio Cesare. Dopo la caduta dell’Impero romano divenne uno stato indipendente, finché nel 1532 divenne parte della Francia. La Bretagna era una regione povera e poco attrezzata, ma negli ultimi 40 anni, tuttavia, ha sviluppato un grande “miracolo” che lo ha portato ad essere una delle regioni più sviluppate della Francia. è oggi industrializzata e si è sviluppata molto anche nel settore agricolo.
Guardando dal punto di vista geografico, possiamo vedere che la capitale è Rennes. Le principali città della regione sono Brest, Lorient e Quimper. è delimitata da Bassa Normandia nel nord-est e dalla valle della Loira a sud-est. È bagnato dall’Oceano Atlantico e dal Canale.La Bretagna è divisa tra la costa, sempre più ricca e più popolosa, e l’interno della terra, più povera. La popolazione è di circa 3 milioni di abitanti e gli abitatori sono chiamati bretoni.
Per osservare l’aspetto linguistico, dobbiamo dividere la regione a ovest e ad est. A ovest, storicamente gli oratori bretoni parlano, ma a est parlano Gallo.
Non ci sono alte montagne, infatti i più grandi 300 metri.

 

Di seguito la ricerca in Francese:

 

La Bretagne est une région francaise, elle est une péninsule à l’extrémité ouest de la France et elle est située entre la Manche au nord, la mer Celtique et la Manche à l’ouest et le golfe de Gascogne au sud. La langue officielle est le français, mais les langues régionales ils sont breton et le gallo. Les premières personnes qui sont arrivées dans la région ont ètè les gaulois. Ils ont jeté les bases de la langue bretonne et de la culture bretonne. Après les Gaulois ils sont venus les Romains, avec la conquête de la France par Giulio Cesare. Après la chute de l’Empire romain elle est devenu un Etat indépendant, jusqu’à ce que, en 1532, est devenu une partie de la France. La Bretagne était une région pauvre et mal équipé, mais au cours des 40 dernières années, cependant, a mis au point un grand «miracle» qui l’a conduit à être l’une des régions les plus développées de la France. elle est désormais industrialisé et a également développé beaucoup dans le secteur agricole.
En regardant le point de vue géographique, nous pouvons voir que le capital est Rennes. Les principales villes de la région sont Brest, Lorient et Quimper. elle est bordé par de Basse-Normandie dans le nord-est et la vallée de la Loire au sud-est. Elle est humide par l’océan Atlantique et de la Manche.
La Bretagne est divisée entre la côte, toujours plus riche et la plus peuplée, et l’intérieur des terres, plus pauvres. La population est d’environ 3 millions d’habitants et les abitants sont appelés Bretons.
A fin d’observer l’aspect linguistique, nous devons diviser la région à l’ouest et l’est. A l’ouest, historiquement les abitants parlant breton, mais à l’est ils parlant le gallo.
Il n’ya pas des hautes montagnes, en fait le plus grand mesure 300 mètres.

 

Ricerca su Copia dei Testi Antichi

Postato il Aggiornato il


Miniaturisti e Amanuensi

Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto per voi ma che è una gratifica per chi spende il proprio tempo per rendere un contenuto gratuito sul web. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito la ricerca sugli amanuensi:

Prima della diffusione della stampa, l’amanuense o il copista, era colui che ricopiava manoscritti.

Dopo la diffusione del Cristianesimo la pratica di copiatura dei manoscritti antichi fu coltivata soprattutto in centri religiosi (in particolar modo le abbazie dei Benedettini) e nel XIII secolo si sviluppò una vera e propria industria di professionisti. Poiché la gran parte dei testi veniva ricopiata da membri del clero, non si ha la certezza che gli eventi siano stati riportati fedelmente, poiché era pratica comune modificare gli argomenti del libro per mettere in buona luce la chiesa.

Il lavoro dell’amanuense era molto faticoso: bisognava lavorare ininterrottamente per 9 ore al giorno, sopportando crampi alle mani. Solitamente si completavano poco dìpiù di una decina di pagine al giorno, arrivando ad impiegare un anno a completare la copiatura di un solo testo.

Questi testi una volta completati erano ampiamente decorati da miniaturisti (che spesso erano pittori) i quali realizzavano spesso autentiche opere d’arte miniate che volevano riflettere la grandezza e la gloria di Dio.

La miniatura era già stata usata come decorazione di manoscritti ai tempi degli Egizi e dei Greci, ma ebbe il suo massimo sviluppo nel Medio Evo. La parola ‘miniatura’ deriva dal latino minium, il colore usato per riquadrare le pagine e per scrivere i titoli e le lettere iniziali dei manoscritti. Gli amanuensi infatti lasciavano appositamente in bianco la lettera iniziale di ogni capitolo affinché venisse poi ‘ miniata’ dai miniaturisti il cui compito era quello di illustrare, illuminare ed arricchire il testo con fregi, decorazioni, cartigli e figure varie, inserendosi con abilità nei margini, nei bordi, nelle lettere maiuscole, con tutta la grazia ricca e delicata di cui erano maestri.
I miniaturisti usavano adornare la lettera iniziale di ogni capitolo o di ogni pagina con dorature o colori come verde e azzurro, mentre con colori vivaci come il rosso le prime linee scritte, le lettere maiuscole ed i titoli, infine l’ oro e l’ argento per codici di lusso destinati al culto religioso. Essi inserivano nel testo delle piccole e bellissime raffigurazioni di angeli, di santi o di scene della vita di ogni giorno. In qualche libro, i margini di ciascuna pagina venivano decorati con ghirlande di fiori e di foglie e spesso, in mezzo a questi bordi infiorati venivano dipinti anche animaletti quali api, farfalle,scarabei e libellule.

Sta di fatto che il lavoro dell’amanuense è stato praticato per secoli in Europa ed è grazie al lavoro di queste persone se oggi abbiamo la possibilità di leggere dei libri antichissimi che altrimenti sarebbero andati dispersi nel tempo.

Tema sulla poesia Dormire di Ungaretti

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto che per me vuol dire tanto. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito la traccia, la poesia e lo svolgimento del tema:

 

Le emozioni di una poesia di Ungaretti: Dormire

Vorrei imitare
questo paese
adagiato
nel suo camice
di neve.”

 

 

Dormire è un delle poesie più belle di Ungaretti e viene scritta durante la 1a Guerra Mondiale.

La data e il contesto storico sono fondamentali per comprendere questa breve ma profonda poesia: La guerra infatti aveva toccato nel profondo Ungaretti, che vivendola sulla sua pelle non la vedeva più come un insieme di gesta eroiche, di imprese memorabili, ma come sofferenza, morte e struggimento dell’anima. In trincea Ungaretti infatti non aveva un momento di pace, doveva sempre essere attento e vigile per evitare tutti i possibili pericoli. I suoi sentimenti sono ben descritti nella poesia Soldati, nella quale paragona per l’appunto i soldati a delle foglie d’autunno (Si sta come d’inverno/ sugli alberi le foglie). L’unico momento di pace, a detta del poeta, era il breve momento dell’alba, come scrive nella poesia Mattina, nella quale in pochissime parole fa comprendere alla perfezioni le sue sensazioni sulla nascita del sole vista dalla trincea.

Tipico di Ungaretti infatti è uno stile breve e conciso che colpisce dritto il lettore con un’immagine forte ma lasciandogli la possibilità di immaginare tutto il resto e di arricchire quei pochi versi con la propria esperienza e le proprie idee.

Dormire si fonda sulla contrapposizione tra la quiete di un paesino innevato e l’anima del poeta resa irrequieta dalla guerra, questo diventa quindi una metafora dei desideri del poeta: pace interiore, calma, serenità e protezione. La neve adagiata delicatamente sul paesino richiama perfettamente questi sentimenti, poiché il manto di neve ovattato, soffice e delicato unito alla calma tipica dei piccoli paesi, evoca nel lettore immagini di serenità, pace e armonia con sè stessi.

Per quanto riguarda la mia impressione personale il poeta è riuscito perfettamente nel suo intento, le emozioni sopra citate infatti sono state proprio le prime che ho provato.

Infine ammiro e apprezzo molto Ungaretti per la sua capacità di esprimersi in modo breve e conciso riuscendo al contempo ad essere chiaro e a suscitare un mare di emozioni, che gli hanno permesso di dare vita a poesia eterne e bellissime, in grado di farci arrivare nei posti più remoti del nostro “io”, nel cosiddetto “porto sepolto”.