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Tema sulle Idee Politiche di Machiavelli ne il Principe

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nelle seguenti righe leggerete un tema scritto da me con l’obbiettivo di aiutare tutti coloro che devono affrontare un tema del genere. Spero quindi di velocizzarvi lo studio e se il testo vi sarà effettivamente d’aiuto vi invito a condividere il post su qualsiasi social network voi vogliate (sono presenti anche dei bottoni a fine articolo per farlo più semplicemte), inoltre se volete potete mandare i vostri scritti che sarò felice di pubblicare sul sito (per info visitate la pagina “manda i tuoi scritti“). Di seguito troverete il tema svolto:

Niccolò Machiavelli fu uno storico, scrittore, drammaturgo, politico e filosofo italiano. Lavorò alla corte dei Medici, come segretario, ovvero fu incaricato di tenere i rapporti con gli stati esteri. In questa veste viaggiò molto, ed ebbe la possibilità di conoscere personaggi potenti. In questo modo iniziò a formulare una propria tesi riguardo il fatto di liberare l’ Italia dalla “ruina” (rovina), ovvero da tutti i popoli che l’ avevano occupata.Tema Machiavelli

La sua opera più importante fu: il principe, che donò a Lorenzo de Medici, nel tentativo che riuscisse a diventare un sovrano migliore, infatti nel principe viene spiegato come un re si dovrebbe comportare secondo Machiavelli, ovvero seguendo la politica de : “il fine giustifica i mezzi”.

Machiavelli nel Principe affermava inoltre che : “Colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare”, infatti voleva esortare Lorenzo il Magnifico a governare con meno scrupoli, e a cercare solamente di liberare l’ Italia dai domini stranieri, senza interessarsi del come, arrivando magari anche ad ingannare altre persone.

Ciò che afferma Machiavelli lo ritengo giusto se consideriamo in considerazione la frase in sè: è infatti vero che ci saranno sempre raggiri, persone meschine e altre che si lasceranno ingannare. Naturalmente non condivido il pensiero politico dietro l’affermazione in quanto governare in questo modo andrebbe contro la morale e l’etica. Inoltre colui che è al potere ha il compito e l funzione di rappresentare e portare avanti il pensiero del popolo e sarebbe contraddittorio decidere al posto di esso o contro i suoi interessi.

Comunque penso bisognerebbe guardare queste affermazioni di Machiavelli nell epoca in cui le formulò, infatti era un’epoca nela quale era pratica comune che i re governassero in modo simile a quello da lui promosso, inoltre non esistevano i diritti dei cittadini quindi per l’epoca non era un pensiero poi così assurdo come può apparirci oggi.

Spesso le “vittime” preferite dai potenti raggiratori erano i contadini, che in quanto ignoranti erano prede perfette. Lo stesso vale ancora oggi anche se in modi diversi, ad essere vittima di un inganno o una truffa è sempre un “ignorante” ovvero qualcuno che ha ignorato alcuni particolari in un determinato contesto.

Spero che in futuro si riesca a limitare il numero di truffe compiute ai danni della gente, anche se sarà un compito molto arduo, poiché ci sarà sempre chi inganna che troverà chi ingannare.

Tema sulle Imposizioni dei Genitori ai Figli

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Nelle seguenti righe troverete un mio tema con mie opinioni, se lo troverete utile o vi farà risparmiare tempo prezioso non dimenticate di condividerlo su qualsiasi social network voi vogliate (avete a disposizione anche gli appositi bottoni a fine articolo). Inoltre se volete che i vostri srcitti (temi, ricerche o altro) vengano pubblicati sul sito passate nella pagine Manda i tuoi scritti. Chiusa questa breve parentesi ecco a voi la trwccia e il tema svolto:

 

E’ giusto che i genitori, in alcuni casi, ostacolino le scelte dei figli o indichino loro, in modo rigido, la strada da percorrere? Se lo ritieni opportuno, puoi fare dei riferimenti alla storia di Gertrude nei Promessi Sposi.

Spesso genitori e figli sono in disaccordo, frequentemente capita di discutere per ragioni più o meno serie, perché i primi e i secondi hanno caratteri o pensieri diversi.Tema genitori figli_1

I genitori dalla loro parte hanno un’ esperienza di vita, e per questo cercano di indirizzare i figli in modo da non fargli ripetere errori commessi in passato o semplicemente di fargli prendere una strada che pensano sia quella adatta per loro.

I figli però rivendicano il diritto di costruirsi la propria vita da soli, magari sbagliando, ma in modo da andare verso il futuro che vedono adatto a sé stessi.

Sicuramente se i ragazzi ascoltassero sempre cosa viene detto loro non commetterebbero piccole o grandi sciocchezze (scegliere la scuola sbagliata, farsi gli amici sbagliati, sprecare il proprio talento o mille altre cose), ma sarebbero così in grado di maturare e crescere psicologicamente? Di farsi delle idee proprie? Di essere capaci da soli di discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato?

Probabilmente no. Per crescere e maturare bisogna trovarsi in condizioni particolari, e ragionare su un errore compiuto o su una scelta sbagliata rientra fra queste, inoltre quando un ragazzo prende una decisione con la sua testa, senza avere la strada da percorrere già tracciata, impara a prendersi le responsabilità di ciò che fa.

La storia ci insegna che molti ragazzi che sono usciti dai binari dei genitori hanno fatto grandi cose: Einstein e Bill Gates abbandonarono la scuola, Darwin si rifiutò di fare il medico come il padre, Niki Lauda (uno dei piloti più importanti della storia della Formula 1) rifiutò di dirigere l’azienda di famiglia e molti altri personaggi che oggi studiamo nei libri o guardiamo in televisione hanno fatto scelte del genere.

Sicuramente non sono passati alla storia tutti quei ragazzi che invece non hanno avuto successo, ma ritrovarsi anni dopo a pensare a cosa sarebbe potuto accadere è meglio di fallire?

I genitori hanno quindi un compito molto difficile: quello di indirizzare e far crescere un bambino facendolo diventare un ragazzo capace di pensare e ragionare in modo autonomo secondo le regole dell’etica, della morale e dell’educazione, magari lasciandolo inciampare durante il percorso quelle volte che sarà capace di rialzarsi, senza farsi troppo male.

Tema sui personaggi principali dell’Eneide

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In questo articolo ho inserito un tema svolto da me, e se vi farò risparmiare tempo prezioso e vi semplificherò il lavoro condividete su qualsiasi social network voi vogliate (avete a disposizione anche gli appositi pulsanti a fine articolo). finita l’introduzione ecco a voi traccia e tema:

 

Svolgi una ricerca e presenta i seguenti personaggi dell’Eneide: Anchise, Creusa, Ascanio (Iulo), Polidoro, Latino, Pallante, Evandro,Turno.

L’Eneide è un famoso poema epico scritto da Virgilio su commissione dell’Imperatore Augusto, che voleva enfatizzare la propria. Il testo narra di Enea, un troiano sopravvissuto alla distruzione della propria città che inizia un lungo viaggio alla ricerca delle coste del Lazio, dove fonderà la stirpe romana. Durante il viaggio si imbatte in molti personaggi, dei quali (a differenza dei poemi omerici) si esalta il carattere, che viene descritto i tutte le sue minuziose sfaccettature.

Il padre Anchise e il figlio Ascanio sono i primi, poiché scappando dalla città in fiamme li porta con sé. Anchise è un anziano, da giovane ebbe una breve relazione con Afrodite (con cui generò Enea), e quando commise l’errore da ubriaco, di raccontare l’accaduto Zeus lanciò una saetta, che fu fermata da Afrodite, ma che spaventò comunque l’uomo il quale mantenne per sempre la posizione curva che stava assumendo, e ala quale deve il suo nome (Anchise significa storto). Muore durante il viaggio per raggiungere il Lazio.

Il figlio Ascanio ricopre un ruolo importante soprattutto verso la fine del poema, quando padre e figlio sbarcano sulle coste del Lazio. Qui infatti è lui a scatenare la guerra contro i Latini e dopo la vittoria di questa a fondare Alba Longa.

Creusa è la madre di Ascanio e ricopre un ruolo marginale nella vicenda, infatti muore durante l’assedio di Troia e il suo fantasma parlerà al marito, dicendogli che è volontà divina che lei non lo segua nelle sue perenigrazioni.

Prima di arrivare nel Lazio Enea si imbatte in una pianta che sanguina: si tratta di Polidoro, che racconta all’eroe la propria storia: il padre Priamo, durante l’assedio di Troia, lo manda in salvo presso Polimestore nel Cheroneso, con un grande tesoro. Dopo la caduta di Troia Polimestore lo uccide per impossessarsi del tesoro, e non seppellisce il suo corpo, sicché Enea gli rende una degna sepoltura. Arrivato nel Lazio Enea viene accolto dal re Latino, che gli concede la mano della figlia Lavinia, gesto che è tra le cause della futura guerra tra troiani e rutuli guidati da Turno.

Durante la guerra Turno uccide Pallante, figlio di Evandro , insieme al quale erano i principali alleati dei troiani. Quando Enea ha la meglio su Turno, dopo un lungo duello, aveva deciso di risparmiarlo quando vede che indossa la cintura dell’amico pallante decide di ucciderlo.

Tema sull’immagine e l’apparenza nella società di oggi

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Se questo articolo vi sarà utile e vi farà risparmiare tempo prezioso, condividetelo su qualsiasi social network voi vogliate (avete a disposizione anche gli appositi bottoni a fine articolo). dopo questa piccola parentesi iniziale ecco a voi il tema svolto da me:

  • L’immagine rappresenta oggi un canale privilegiato per la comunicazione, tanto da condizionare prepotentemente il nostro modo di essere e di comportarci. E’ vero che l’immagine è sinonimo di mancanza di profondità? Quale valore le attribuisci nella tua quotidianità e quale potere effettivo essa ha di condizionare la nostra vita culturale e sociale?

La società in cui viviamo è profondamente interessata dall’apparenza e dall’esteriorità: siamo “bombardati” continuamente tutto il giorno da immagini, le quali, senza neanche farcene accorgere, ci impongono un modello, che noi siamo portati a raggiungere.

Purtroppo proprio per valorizzare così tanto l’immagine di noi stessi, finiamo per tralasciare aspetti fondamentali della persona, quali la personalità, le qualità intellettive, i pregi caratteriali. Tutte quelle qualità che si celano dentro di noi e non fuori, finiscono per passare in secondo piano rispetto all’aspetto fisico, portandoci a curare solo ciò che appare agli altri, mentre ciò che non si può vedere lo trascuriamo.

Sicuramente l’immagine condiziona pesantemente i nostri rapporti, di qualunque tipo essi siano. Una piccola indagine svolta da un’insegnante e dalla sua classe ha mostrato che inviando due curriculum perfettamente identici ma con due foto raffiguranti rispettivamente una ragazza molto carina, e una meno (secondo i canoni attuali, perché la bellezza è anche soggettiva) 2 volte su 3 viene assunta quella più carina. Ma non solo in ambito lavorativo l’esteriorità ha una grande importanza, anche nel modo di relazionarci a qualcuno riveste un ruolo privilegiato, siamo portati infatti ad interessarci, pensare e interloquire con una persona differentemente in base al suo aspetto.

Sicuramente nel mondo giovanile il fenomeno dell’immagine è molto più forte che in qualsiasi altra fascia d’età. L’immagine infatti diventa tutto, e se uno non rispetta i canoni che ci vengono imposti dalla società viene additato come diverso ed allontanato. Tutto, dai vestiti al trucco, dal taglio dei capelli al cellulare, è interessato al fenomeno, e spesso ci si ritrova a giudicare una persona da aspetti futili come quelli precedentemente citati. Per me ciò è dettato anche dalla “velocità” e dalla “moltitudine” tipici del nostro mondo: tutto è più veloce, più immediato e al contempo abbiamo sempre una vasta scelta per tutto. anche noi tendiamo alla velocità, e spesso alla conseguente superficialità, così di fronte ad una moltitudine si tende a giudicare dall’aspetto per essere più veloci. Molti giovani scelgono anche i propri partner in base a quanto detto prima, infatti prima di tutto devono essere attratti dall’aspetto, successivamente cercano di conoscere il carattere. Certamente andrebbe sradicato questo concetto dell’immagine, che ci porta a giudizi affrettati e inesatti su tutto e tutti, anche se è nella natura umana ricercare il “bello”, non bisognerebbe basare una società su certe fondamenta.

Tema sulle caratteristiche di Enea e il modello di cittadino romano

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Se questo post vi srà utile mi raccomando condividete sui social. se volete potete mandare dei vostri lavori via e-mail (la trovate nella sezione contatti) e sarò felice di pubblicarli. di seguito traccia e tema svolto da me:

Spiega quali sono le caratteristiche di Enea che ne fanno il perfetto modello di cittadino romano

L’Eneide è uno dei poemi epici più famosi ed importanti. Narra le gesta di Enea, sopravvissuto troiano alla distruzione della sua città da parte dei greci, il quale scappa in cerca di una terra. Contrastato da Giunone durante il suo viaggio, è costretto a navigare per il mediterraneo di peripezia in peripezia, fino a che non sbarca nel Lazio dando vita alla stirpe romana.

L’Eneide nonostante sia stata scritta con l’intento di richiamare i poemi omerici (ad esempio nel proemio viene richiamata la musa), presenta delle differenze da questi, soprattutto per quanto riguarda i personaggi: si rendono infatti più umani, con un carattere più complicato e dotato di più sfaccettature. Questo ci permette di analizzare meglio le caratteristiche di Enea, come il rispetto e l’umiltà verso gli dei, la patria e i parenti. Tutte queste caratteristiche fanno di Enea il perfetto modello di cittadino romano. Durante il periodo dell’impero romano (ma anche durante il regno greco) per inculcare nei cittadini i valori fondamentali e un modello comportamentale, lo stato usufruiva dei poemi epici, che cantati dagli aedi venivano ascoltati dal popolo. Essendo storie e non articoli di legge venivano ascoltati con piacere ed attenzione, imprimendo così nella mente di tutti gli eroi di queste storie come esempi da seguire.

Enea che abbandona Didone senza battere ciglio perché imposto da un dio, insegnava al popolo che gli dei non andavano contrastati e bisognava accettare senza discutere ciò che dicevano. Naturalmente essendo l’imperatore considerato un dio, ciò implicava che neanche l’imperatore andasse contrastato o le sue idee messe in dubbio. Quando all’inizio del poema Enea prima di scappare salva il padre e il figlio, inculca il rispetto per la famiglia. Infine Enea valoroso combattente, le sue origini divine e il suo impegno per fondare la stirpe romana dovevano rendere i cittadini orgogliosi di appartenere all’impero romano. In questo modo aveva un esercito che non combatteva per soldi come i mercenari, ma per degli ideali, per difendere le proprie case e per la patria. Ciò dava un’enorme forza all’impero

Divergent libro: curiosità e critica

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salve, in questo articolo voglio riassumervi le principali critiche e curiosità riguardo il libro di Veronica Roth: Divergent, contornando il tutto con le mie impressioni e mettendo alla fine un sunto delle mie impressioni, di seguito l’articolo.

 

Critica:

il suddetto ilbro è stato criticato per la violenza contenuta nel libro, a detta di molti eccessiva e gratuita. Per me non è vero, infatti in un libro di genere fantapolitico, ma simile ad un fantasy, la violenza fisica è un elemento importante, una caratteristica del genere, infine non la trovo nè eccessiva nè gratuita e porterei invece il lettore a riflettere su un aspetto: nel libro è presente più violenza “emotiva” piuttosto che “fisica”.

Un’altra critica che il libro ha subito da molti è la grande somiglianza con HungerGames di Suzanne Collins. riguardo questo punto mi trovo molto più d’accordo che con il precedente, ed avendo letto entrambi i libri possso affermare che leggendo divergent on si può fare a meno di non notare molti aspetti simili ed analogie fra i due libril.
Infine una “critica” (se così si può chiamare) a suo favore è stato il fatto di aver rappresentato con l’indecisione del protagonista nel momento iniziale del libro, l’indecisione di tutti gli adolescenti che non sanno ancora chi sono e come identificarsi. Mi è piaciuta la metafora, che coglie molti aspetti della problematica adolescenziale “chi sono?, come sto cambiando?”.

 

Curiosità:

Il libro Divergent è la prima opera della scrittrice Veronica Roth, che iniziò la scrittura del libro in età giovanissima (appena 21 anni), vendendo inoltre più di 11 milioni di copie in tutto il mondo, contando anche gli altri 2 libri della trilogia nel conteggio. Come dire, un inizio fortunato!.

L’ultima curiosità degna di nota è il fatto che la scrittrice afferma di aver avuto l’ispirazione viaggiando in macchina, a noi credere se sia vero o falso.

 

Mie impressioni:

il libro in generale non mi è piaciuto, troppo simile ad hunger games, la trama spesso risulta banale, storia non particolarmente brillante. inoltre mi è sembrato il classico libro per un pubblico adolescente costruito con la regola del: protagonista giovane e problematico, storiella d’amore, società avversa ad esso e lieto fine con il protagonista che viene ammirato dalla società. l’unica nota positiva del libro è stata l’idea brillante del siero per controllare le persone a distanza, a mio parere la cosa piùoriginale del libro.

Ricerca sui Bronzi di Riace

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I Bronzi di Riace sono due statue in bronzo ritrovate nel 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria, di provenienza greca o magnogreca e risalenti circa al V secolo a.C.

Le due statue sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell’ età classica. Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono diverse, ma non esistono ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno specifico scultore.

I Bronzi si trovano al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, divenendo così uno dei simboli della città stessa.

Il ritrovamento delle sculture si è avuto grazie ad un sub romano (Stefano Mariottini), che immergendosi ritrovò le statue ed avvertì i carabinieri.

Durante i primi interventi di pulitura dalle concrezioni marine (eseguiti dai restauratori del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria), apparve evidente la straordinaria fattura delle due statue. Fu confermata così la prima ipotesi secondo cui i bronzi dovevano essere autentici esemplari dell’arte greca del V secolo a.C., venuti ad affiancare quindi le pochissime statue in bronzo che sono giunte fino a noi complete, come quelle conservate in Grecia: l’Auriga di Delfi e il Cronide di Capo Artemisio al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

A Reggio l’équipe di tecnici lavorò alla pulitura delle due statue fino al gennaio 1975, ma non avendo abbastanza strumenti si decise di trasferirle al più attrezzato Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana.

Oltre alla pulizia totale delle superfici eseguita con strumenti progettati appositamente, a Firenze le statue furono sottoposte ad analisi radiografiche, necessarie per conoscerne la struttura interna, lo stato di conservazione e lo spessore del metallo. Le indagini portarono alla luce interessanti dettagli; ovvero che il braccio e lo scudo della statua B sono di un materiale diverso, inoltre si scoprì che alcune parti delle statue non erano in bronzo: argento per i denti della statua A e per le ciglia d’entrambe le statue, avorio e calcare per le sclere, rame per le labbra e le areole dei capezzoli di entrambe le statue. Le operazioni di restauro si conclusero il 15 dicembre 1980 con l’inaugurazione di un’esposizione sul grande palcoscenico del turismo fiorentino, presso il Museo Archeologico di Firenze come pubblico omaggio all’impegno tecnico e al lavoro ivi svolto. Fu proprio quest’esposizione fiorentina, seguita da quella successiva di Roma, a fare da primo detonatore per il non più tramontato clamoroso entusiasmo nazionale ed internazionale per i due Bronzi trovati a Riace.

Così nel 1995, terminata la pulizia interna e dopo aver subito un trattamento anticorrosione, i due Bronzi sono stati nuovamente collocati nella grande sala del museo reggino, tenuta a clima controllato con l’umidità al 40-50% e la temperatura compresa tra i 21 e i 23 °C.