Ricerca sul confronto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo e della Costituzione Italiana

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ho voluto dedicare quest articolo ad una ricerca sul confronto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo e della Costituzione Italiana, spero che la troviate utile, magari solo per prendere qualche idea o l’ impostazione. ecco qui la ricerca:

La Dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo e la Costituzione italiana, sono state scritti tutti e 2 nel 1948-1949, non a caso alla fine della 2° guerra mondiale, nella quale erano stati compiuti atti di razzismo e deportazioni da parte dei tedeschi contro ebrei, rom, omosessuali e uomini di colore.

Per questo si decise che ciò non sarebbe più dovuto accadere, quindi si misero per iscritto tutti i dritti dell’uomo.

Questi scritti sono molto simili, infatti i diritti di un uomo sono uguali in tutto il mondo.

Il secondo articolo della dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo dice che un uomo da quando nasce ha il diritto di essere processato se incolpato di qualsiasi azione, e che colui che dovrà giudicare e scegliere a chi dare ragione, non dovrà interessarsi della religione, del colore della pelle, della cultura, della nazione, dell’ opinione politica e della ricchezza della persona da giudicare.

La dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo vale in tutto il mondo, e ne può usufruire chiunque. Sarebbe bene che nei paesi meno sviluppati come l’ Africa, si facessero conoscere maggiormente i diritti di ogni individuo, in modo che la popolazione non molto istruita si possa difendere dagli altri popoli sfruttatori, e reclamare i propri diritti sul lavoro o sulle condizioni di vita.

La costituzione italiana è nata un anno prima della dichiarazione dei diritti dell’ uomo, e più o meno tratta gli stessi argomenti, però è formata da 54 articoli, la seconda da 30, quindi la costituzione italiana è più completa e affronta più argomenti.

Il terzo articolo della costituzione è simile al secondo della dichiarazione dei diritti dell’ uomo, solo che specifica alcuni particolari come il fatto che è compito della repubblica far rispettare quanto scritto e eliminare gli ostacoli politico-economici.

Quest’ articolo dice che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

La dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo e la costituzione italiana però hanno una grande differenza: la prima è un insieme di leggi e diritti dei cittadini italiani, mentre la seconda un elenco dei diritti di ogni uomo, senza leggi e a valore internazionale e non nazionale come la costituzione italiana.

Però questi 2 testi hanno anche un fattore importante che li lega: servono a prevenire atti di razzismo e schiavitù. Il razzismo è quando si pensa che la specie umana sia divisa in razze, quelle superiori e quelle inferiori, e si viene quindi a creare una gerarchia delle razze, che permette di insultare quelle inferiori, o fisicamente o verbalmente. La schiavitù invece è quando si costringe un uomo a lavorare per qualcuno, senza un compenso e trattandolo come un animale da lavoro. Per quanto sia brutta la schiavitù non c’ è popolazione che non l’ abbia praticata in qualche e fase della sua esistenza.

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