Mese: febbraio 2013

Ricerca sulla Storia del Balletto Classico

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Carla Fracci, la più famosa ballerina italiana
Carla Fracci, la più famosa ballerina italiana

Il balletto classico è un tipo di rappresentazione coreografica che nasce a partire dal Rinascimento dalle composizioni dei maestri di ballo presso le corti italiane e francesi. In Italia nacque un “progenitore” del balletto classico: la danza di corte, ovvero dei balletti inseriti nelle feste dei nobili. dopo il Rinascimento il balletto trovò terreno fertile in Francia, sotto il regno di Luigi XIV di Francia, (re sole) che permise ai migliori artisti di lavorare senza preoccupazioni, garantendo loro un vero e proprio stipendio. Ottimo ballerino lui stesso, il Re Sole nobilitò con la sua presenza i balletti di corte e si servì, tra gli altri, del compositore di origine italiana Giovanni Battista Lulli. Le trame erano quasi tutte ispirate a leggende e a miti greci e latini, rielaborati per celebrare la figura del re e il trionfo delle arti.
Dopo la morte di Luigi XIV, avvenuta nel 1715, il balletto conobbe un periodo di declino e tornarono le danze di corte. In questo periodo il balletto resta nelle mani delle prime grandi professioniste, come la sedicenne Marie Anne Cupis che nel 1726 debuttò all’Opera di Parigi. Furono le grandi virtuose e i loro maestri che, nel XVIII secolo, svilupparono la tecnica della danza classica; nello stesso periodo i maestri di danza italiani diffondevano l’arte del balletto anche in Austria e Russia.
Ora la danza stava per entrare nell’epoca che l’avrebbe vista protagonista, l’epoca romantica. In quest’ epoca cambiarono i soggetti grazie alla rivoluzione francese, che passarono da temi mitologici a temi riguardanti la vita rale. Molti artisti furono costretti ad intraprendere viaggi per trovare una nazione che li sapesse accogliere.
L’Ottocento lo si può considerare il secolo della “ballettomania”, con la nascita di teatri e scuole di danza “professioniste”annesse. Una grande ballerina in questo periodo fu Maria Taglioni, che nel balletto “La Silphide” indossò per prima le scarpette da punta e il tutù romantico, diventando il simbolo del balletto classico ottocentesco.
Il balletto conobbe il suo periodo di maggiore splendore, anche perché il Romanticismo scelse questa forma di spettacolo per esprimere i suoi ideali artistici. nella seconda metà del XIX secolo, l’arte del balletto acquistò grandissima importanza. Il merito fu soprattutto di un Italiano, il grande ballerino e maestro Enrico Cecchetti, che si trasferì in Russia, e formò la prima grande generazione di ballerini russi. Il mondo del balletto non subì grandi cambiamenti, fino a che nel 1909 l’impresario russo Diaghilev decise di portare a Parigi una compagnia costituita di ballerini scelti fra i migliori elementi dei due teatri: il Bol’šoj moscovita e il Marijinskij pietroburghese. L’esordio avvenne la sera del 18 maggio 1909 e lasciò tutti stupiti per un fatto: c’eano tre ballletti al posto di un grande balletto unico. Diaghilev si rese subito conto che di lì era nato il balletto moderno e una delle compagnie di maggior prestigio di sempre, Les Ballettes Russes, portatori d’innovazione . Da questo momento ci furono tantissimi grandi coreografi, e compositori come Strawinsky, Michel Fokine. A questo punto le evoluzioni del balletto sono finite, ma è possibile che tra qualche anno si risconvolga nuovamente questo mondo.

Tema su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

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a destra Falcone, a sinistra Borsellino
a destra Borsellino, a sinistra Falcone

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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono due giudici siciliani che dedicarono la loro vita alla lotta contro la mafia. il primo nacque a Palermo nel 1939, il secondo nel 1940. Nessuno potrà mai scordarli; qualunque viaggiatore che si avvicini alla Sicilia sentirà i loro nomi prima ancora di mettere piede nell’Isola. Al momento dell’atterraggio sarà proprio il comandante ad informarli che “tra pochi minuti atterreremo all’aeroporto Falcone – Borsellino”.

Insieme questi 2 giudici crearono il pool antimafia, che grazie alle qualità dei 2 si rivelò un’arma micidiale che portò al famoso maxi-processo, un processo che vide sul banco degli imputati ben 475 mafiosi, che nel 1987 furono condannati. La riuscita di questo processo servì anche a spronare i giudici e portò soddisfazione a tutti gli italiani, perché ci furono moltissimi problemi per portarlo a termine, ci vollero circa 2 anni, ma nonostante questo ci si riuscì.

Già questo sarebbe un enorme successo, ma indirettamente il maxi-processo fece finire anche parecchi giri di droga. Sfortunatamente fu un episodio unico che non si è mai ripetuto, anche se da quel momento la mafia fu affrontata seriamente e venne vista come un problema da risolvere. Purtroppo molti colleghi dei due giudici, erano implicati in faccende mafiose, per questo dopo il maxi-processo incontrarono sempre più difficoltà nel loro lavoro, Falcone fu accusato di “protagonismo” e per questo chiese il trasferimento a Roma; a Borsellino vennero tolte le indagini sulla mafia a Palermo e gli vennero assegnate invece quelle di Agrigento e Trapani, infine venne chiuso il pool antimafia. Nonostante tutte queste complicazioni Falcone cercò di continuare e a Roma collaborò con Rudolph Giuliani, procuratore distrettuale di New York, colpendo le famiglie mafiose coinvolte nel traffico di eroina. Purtroppo non videro mai il loro sogno (la “distruzione” della mafia) realizzarsi, infatti vennero uccisi tutti e 2, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro. Per primo morì Falcone, nell’attentato di Capaci. La sua macchina venne fatta esplodere: 500 chili di tritolo gli tolsero la vita e la tolsero anche a sua moglie e a tre agenti di scorta.
Quando Falcone saltò in aria, Paolo Borsellino capì che non gli restava troppo tempo. Lo disse anche in un’intervista: “Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me”. Infatti il 19 luglio dello stesso anno un’autobomba esplose sotto casa di sua madre mentre Borsellino stava andando a trovarla. La loro morte non è stata invana, infatti con loro gli italiani hanno capito la gravità della mafia e le loro idee resteranno per sempre, infatti come diceva Falcone “gli uomini passano, le idee restano”. Da quando sono morti, nelle scuole viene insegnato quanto sia importante combattere questi criminali, a volte mettendo in pericolo la propria vita, come hanno fatto loro.

Risultati Elezioni 2013

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uomo che vota
uomo che vota

queste elezioni politiche per il senato e per la camera dei deputati sono state contro ogni aspettativa. si è riscontrato infatti un enorme seguito da parte del Movimento 5 Stelle (M5S). il PDL contro ogni aspettativa è riuscito ad ottenere moltissimi voti, mentre Bersani con il PD, che secondo i sondaggi pre-elezioni era il favorito ed aveva le elezioni “in tasca”, è andato peggio del previsto. lasciando perdere i tre partiti principali possiamo vedere gli scarsi risultati di Monti, mentre andando ancora ppiù giu si trovano Ingroia e di “fare per fermare il declino”.

I DATI UFFICIALI PER IL SENATO:

Una volta finito lo scrutinio (esclusi i voti esteri) si nota un testa a testa tra centro sinistra e centro destra, rispettivamente guidati da Bersani e Berlusconi. il PDL ha ottenuti infatti il 31,6 % contro il 30,6% del PD. Un grande risultato è stato ottenuto da Beppe Grillo con il Movimento 5 Stelle che ha avuto il 23,8 %. scendendo ancora si trova Mario Monti, che ha ottenuto invece il 9,1%. i seggi dovrebbero essere quindi questi: 120 al PDL, 115 al PD e una ventina a Monti.

questo scenario vede ilarlamento senza una maggioranza, che resta quindi ingovernabile.

I DATI PER LA CAMERA DEI DEPUTATI:
Per quanto riguarda la camera dei deputati le percentuali sono praticamente identiche a quelle del senato, bisogna però aspettare perchè tutto potrebbe essere messo in discussione dai voti esteri che potrebbero togliere il piccolo vantaggio a Bersani e darlo a Berlusconi.

Ricerca su Giotto

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qui metto una ricerca su Giotto. se vi sarà utile non dimenticate di condividere su fb o twitter alla fine dell’articolo, inoltre commentate. se volete rimanere aggiornati sul nostro sito e avere vantaggi cliccate mi piace alla pagina facebook del sito.

Sulla vita di Giotto si hanno pochissime informazioni sicure, infatti molti aneddoti che si raccontano riguardo il pittore sono probabilmente falsi.

Giotto nacque nel 1267 a Vespignano, (paese in provincia di Firenze) e morì nel 1337 a 70 anni precisi, che sono molti per l’ epoca.

Iniziò la sua carriera di pittore quando Cenni di Pepi detto Cimabue, lo prese come allievo nella sua bottega. Grazie a Cimabue che lo portò a Roma, Giotto prese parte ai lavori della basilica di Assisi, nella quale pitturò le storie di Isacco e di S. Francesco.

Giotto passò circa 5-6 anni della sua vita con Cimabue, ovvero finche non divenne talmente bravo da superare il maestro. Una delle tante storie che si raccontano riguardo questo pittore è che disegnò una mosca su di un quadro, e la fece talmente realistica che Cimabue si mise a scacciarla finche non si accorse che era disegnata.

Una volta che aprì una bottega per conto suo Giotto viaggiò in molte parti d’ Italia, infatti andò a Roma, a Rimini, a Padova, ad Assisi, a Bologna, a Milano e a Napoli

A Roma lavorò probabilmente dal Papa, infatti fece qualche dipinto nella chiesa di S. Giovanni.

A Rimini fu ingaggiato per disegnare un ciclo di affreschi in una chiesa francescana, che purtroppo andarono persi. Questo viaggio è datato nel 1303 circa.

Invece a Padova non ci andò di sua iniziativa, ma fu ingaggiato, cosa molto rara per quei tempi. Qui lavorò principalmente nella basilica di Sant’ Antonio e nel palazzo della regione.

campanile di giotto a firenze.
campanile di giotto a firenze.

Infine Giotto morì nel 1337 a 70 anni, si trovava a Firenze, ingaggiato come archtetto.

Ricerca sulla Guerra di Crimea

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in questo articolo metto una ricerca sulla guerra di Crimea. se vi ha fatto comodo non dimenticatevi di condividere su fb o twitter alla fine dell’ articolo e di commentare. se volete rimanere aggiornati mettete mi piace alla pagina fb del sito

Carica della brigata leggera.
Carica della brigata leggera.

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La guerra di Crimea fu un conflitto combattuto, tra il 1853 e il 1856, dall’Impero russo contro l’Impero ottomano e i suoi alleati europei, una coalizione di stati formata da Regno Unito, Francia e Regno di Sardegna.

Intorno al 1850 si iniziò a pensare che l’ Impero Ottomano non fosse più potente, erano quindi tutte in attesa della caduta per spartirsi i suoi territori. Questo tuttavia non poteva che portare alla nascita di tensioni fra le potenze, ognuna desiderosa di espandersi su questi territori. Lo zar Nicola I voleva impossessarsene, quindi cercò di allearsi con l’ Inghilterra, che non diede il consenso, poiché non riteneva credibile un immediato sfacelo della Turchia, anche se la Russia la credeva alleata.

Per tutta la durata del 1853 fervettero i preparativi allo scontro. Quando il 2 luglio 1853, le truppe russe invasero i Principati danubiani di Moldavia e Valacchia, appartenenti all’Impero ottomano, la Gran Bretagna, nella speranza di salvaguardare l’Impero Ottomano, visto come barriera contro l’espansione della potenza russa in Asia, inviò una flotta in prossimità dei Dardanelli, alla quale poi si unì un’altra flotta inviata dalla Francia. Il Sultano dichiarò ufficialmente guerra alla Russia il 23 ottobre 1853.

La regina Vittoria dichiarava ufficialmente guerra alla Russia; pochi giorni dopo lo stesso atto fu compiuto da Napoleone III. L’Austria si limitò ad offrire il suo appoggio diplomatico alla Turchia. La Prussia scelse di rimanere neutrale, lasciando così la Russia priva di alleati.

Vista la situazione, il Regno di Sardegna compì ogni sforzo per unirsi all’impresa e inviò un Corpo di Spedizione, nel 1855, che contava 18.000 soldati. L’esercito sardo fu impegnato in combattimento nella battaglia della Cernaia. Molto alte furono invece le perdite dovute a malattia (colera), circa 2000.

Gli scontri avvennero nei Balcani, nel Mar Baltico, nel Mar Caspio ed in Crimea, sia sulla terraferma che sul Mar Nero, dove le navi anglo-francesi erano entrate ed attaccavano incessantemente. Le numerose sconfitte riportate dalle forze zariste in Crimea e nel Mar Baltico alimentarono le tensioni nel paese, rafforzando le componenti contestatrici dell’opinione pubblica. L’opposizione al governo si fece sentire anche nei ceti più conservatori, tanto da spingere lo Zar a prendere in considerazione i quattro punti di resa propostogli dal conte Buol (Austria) a nome delle forze alleate.
Scontri molto duri, soprattutto dal punto di vista delle perdite umane, da una parte e dall’altra.

Si giunse a nuovi scontri ordinati dal giovane zar Alessandro II, che portarono però solo ad un’ennesima bruciante sconfitta da parte russa. Dopo un anno di assedio la città di Sebastopoli, importante roccaforte russa, venne presa dagli alleati, mettendo così in luce le carenze militari della Russia. Lo svolgimento della guerra e in particolare l’assedio di Sebastopoli furono seguiti per la prima volta dall’opinione pubblica europea grazie al telegrafo. Il conflitto si chiuse solamente nell’anno 1856, quando ad Alessandro II non rimase altra alternativa se non quella di tirar fuori il proprio paese da un conflitto dal quale non sarebbe mai potuto uscire vincitore. Le perdite di uomini ammontarono a circa 370.000 unità (le perdite totali delle forze in campo compresi i civili ammontarono a circa 1.000.000 di unità). Una epidemia di colera scoppiata nella regione aveva inoltre falcidiato la popolazione, non risparmiando neppure le truppe e le casse dello Stato.

Tema su Oscar Schindler

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oskar schindler
oskar schindler

qui metto un tema riguardante il film riguardo Schindler. se vi ho aiutato oppure vi ho fatto risparmiare tempo prezioso non vi scordate di condividere su fb o twitter e di commentare. se volete rimanere aggiornati e avere anche vantaggi mettete mi piace alla pagina fb del sito.

A scuola abbiamo visto il film Schindler’s List. Questo film narra di un uomo che andando in rovina e mettendo in secondo piano la sua vita privata riusci a salvare più di 1100 ebrei. Il film all’inizio ci fa capire che il protagonista era interessato solo ai soldi e comprò una fabbrica solo per interesse. Quindi con i lager vide la possibilità di avere manodopera a basso costo e trasferì quindi la fabbrica in un lager, comprando molti ebrei per farli lavorare. In questo modo divenne ricco in poco tempo.

Un giorno però assistette ad un rastrellamento di un ghetto, e vedendo le atrocità che subivano i deportati decise di fare qualcosa per aiutarli. Iniziò quindi ad assumere ebrei nelle industrie per farli uscire dai lager, spendendo la fortuna accumulata per corrompere gli ufficiali e farsi vendere persone. Dando via tutti i suoi averi salvò circa 1100 ebrei.

Io ammiro Oscar Schindler, che è esistito realmente, infatti penso che pochissime persone sarebbero capaci di sacrificare la propria vita per quella di altre. Serve molta forza d’animo per farlo, inoltre bisogna andare contro la nostra stessa natura che ci porta a difendere i nostri interessi anche a costo di sacrificare quelli altrui. Io non sarei stato capace di fare ciò che ha fatto invece Schindler, perché non ho questa forza d’animo e il coraggio di mettermi contro il mio stato e rischiare la vita. Una delle scene che mi hanno maggiormente colpito è stata quella del rastrellamento del ghetto, nel quale si vede come i tedeschi trattassero come animali gli ebrei. anche la scena finale mi ha colpito molto, perchè lui non è felice per le vite che ha salvato, ma è triste per quelleche non ha potuto salvare, e pensa alle persone che avrebbe salvato vendendo l’anello e la macchina. Un altra cosa che fa capire lo spirito con cui Schindler aiutava gli ebrei è il fatto che lui non fabbricava bombe nella sua fabbrica, ma le comprava e le faceva passare per sue.

Il film mi è piaciuto molto soprattutto perché non fa vedere la Shoah dal punto di vista degli internati ma da quello di un personaggio esterno, quindi non è il solito film sull’argomento.