Mese: marzo 2013

Tema sull’articolo n°3 della Costituzione Italiana

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La costituzione italiana
La costituzione italiana

L’articolo della costituzione maggiormente importante è per me il 3°, per il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali specificando inoltre che la repubblica cerca di rimuovere tutti gli ostacoli che non permettono il pieno adempimento di questo diritto.

L’importanza di questo articolo è dovuta al fatto che racchiude in sé il più grande diritto di un uomo, poiché se una persona avesse anche vari diritti ma non gli

venissero riconosciuti davanti ad un tribunale non potrebbe usufruirne. Tramite questo scritto quindi si è cercato di eliminare i pregiudizi, o comunque far si che non influenzassero il verdetto di un processo. Difatti è essenziale preservare la po

ssibilità dei cittadini di essere giudicati in base a ciò che hanno realmente fatto e non in base a pregiudizi. Questo articolo evita quindi la possibilità che eventi tristi e tragici come la Shoah possano riavvenire. Una particolarità di questo articolo è la precisione, infatti si può notare che dice prima che tutti i cittadini sono uguali, poi specifica senza distinzioni. Apparentemente potrebbe sembrare una ripetizione, ma non è così, infatti in alcuni casi (come quello degli ebrei con la Shoah) alcuni uomini erano considerati animali e non persone.

Purtroppo, in certi casi, questo articolo non viene rispettato, infatti le persone più ricche si possono permettere avvocati migliori (senza contare la corruzione) mentre le persone più povere hanno degli avvocati d’ufficio ai quali non interessa minimamente l’esito del processo. Inoltre c’è ancora discriminazione nei confronti degli immigrati, visti come “inferiori”.

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Nelson Mandela
Nelson Mandela

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Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918) è un politico sudafricano. È stato il primo presidente a essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993.

è stato per molto tempo uno dei massimi esponenti del movimento anti-apartheid, occupandone un ruolo importante. Proprio per questo andò in prigione, rimanendoci per più di 20 anni. Aveva a cuore fin da giovane la libertà, infatti rifiutò a 22 anni di sposare chi gli aveva imposto il capo del loro clan, scappando di casa e andando via. Mandela fu coinvolto nell’opposizione al minoritario regime sudafricano, che negava i diritti politici, sociali, civili alla maggioranza nera sudafricana. Si unì all’African National Congress (ANC) nel 1942, due anni dopo fondò l’associazione giovanile Youth League, insieme a Walter Sisulu, Oliver Tambo ed altri.

Vinse le elezioni nel 1948 da parte del Partito Nazionale, distinguendosi nella campagna di resistenza anti-apartheid nel 1952 organizzata dall’ANC, ed ebbe un ruolo importante nell’assemblea popolare del 1955. adottò la Carta della Libertà stabilendo il fondamentale programma della causa anti-apartheid. Durante questo periodo Mandela ed il suo compagno avvocato Oliver Tambo fondarono l’ufficio legale Mandela e Tambo fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentanza legale.

Inizialmente coinvolto nella battaglia di massa, fu arrestato insieme ad altre 150 persone il 5 dicembre 1956, ed accusato di tradimento. Seguì un aggressivo processo, durato 5 aani, al termine del quale tutti gli imputati furono assolti. Mandela ed i suoi colleghi appoggiarono la lotta armata dopo l’uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville, nel marzo del 1960, e la successiva interdizione dell’ANC e di altri gruppi anti-apartheid.

Nel 1961 divenne il comandante dell’ala armata dell’ANC (MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo, ed elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid. Nell’agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, notizie che però lo stesso Mandela nella sua biografia ritiene non attendibili, e fu imprigionato per 5 anni con l’accusa di viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero.

Durante la prigionia catturarono altri esponenti dell’ANC, tutti, ad eccezione di Rusty Bernstein, furono ritenuti colpevoli e condannati all’ergastolo, il 12 giugno 1964. fu accusato anche Mandela, con l’accusa di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole) e la cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri Paesi ad invadere il Sudafrica (reato del quale Mandela si dichiarò invece non colpevole). Per tutti i successivi 26 anni, Mandela fu sempre maggiormente coinvolto nell’opposizione all’apartheid, e lo slogan “Nelson Mandela Libero” divenne l’urlo di tutte le campagne anti-apartheid del Mondo. Rifiutando un’offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata (febbraio 1985), Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990, grazie alle proteste. Ottenne svariati riconoscimenti, tra i più importanti il premio nobel.