Mese: aprile 2013

Ricerca sulla Campanga in Russia Italiana

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soldati in guerra
soldati in guerra

l Corpo di Spedizione Italiano in Russia, spesso abbreviato come CSIR, e l’8ª Armata Italiana in Russia, o ARMIR, furono le Grandi Unità del Regio Esercito impegnate, in successione, sul fronte orientale tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. La partecipazione alla guerra contro l’Unione Sovietica rappresentò uno sforzo notevole per le forze armate italiane, già duramente impegnate nei Balcani e in Africa settentrionale, e le ingenti perdite colà subite rappresentarono un duro colpo per le già scarse capacità militari dell’Italia. Già dai primi di giugno 1941, in previsione dell’ormai certa campagna tedesca sul fronte orientale, Mussolini offrì a Hitler di partecipare con truppe italiane e contemporaneamente attivò il Generale Cavallero (Capo di SM Generale). Alla fine fu decisa la costituzione del CSIR. L’offerta di Mussolini venne formalmente accettata, pur senza eccessivo entusiasmo, da Hitler con lettera consegnata all’Ambasciata Italiana di Berlino il 22 giugno 1941, giorno dell’inizio delle operazioni sul fronte orientale.

Circa le ragioni strategiche delle spedizioni, si suppone che il principale desiderio di Mussolini fosse quello di “riequilibrare” lo stato dell’alleanza con la Germania, in quel momento fortemente sbilanciato in favore dei tedeschi; in tale ottica, la partecipazione italiana alla campagna di Russia avrebbe pareggiato l’intervento dell’Afrika Korps tedesco in Libia. Vi erano anche considerazioni economiche, ovvero il timore di arrivare in ritardo alla spartizione delle risorse di un nemico considerato ormai sconfitto. Del tutto secondarie erano invece le considerazioni ideologiche (la partecipazione dell’Italia fascista alla lotta contro il comunismo), che pure ebbero ampio risalto nella propaganda degli opposti schieramenti.

Appena iniziarono i primi scontri si capì subito che l’intera campagna sarebbe stata un disastro, infatti i russi riuscirono a contrastare abilmente l’offensiva italo tedesca.

Le perdite umane furono abbastanza alte, infatti 74.800 militari italiani morirono in Russia, invece i tedeschi subirono la perdita di 114.520 militari su 230.000. molti altri finirono dispersi.

Inoltre persero quasi tutte le armi, le munizioni e le macchine come i carri armati._

Tema sulla Paura del Buio

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immagine che ritrae simbolicamente la paura del buio
immagine che ritrae simbolicamente la paura del buio

La paura è un sentimento essenziale alla sopravvivenza, poiché ci permette di avvertire i pericoli e scamparli. Durante l’infanzia, siamo vittime di molte paure, più o meno comuni agli altri. Però una ci ha colpiti tutti in egual modo: quella del buio, non conosco nessuno che non ne abbia sofferto. Questa paura per me, ci è stata trasmessa dai nostri antenati, i quali durante la notte erano vittime facili per molti predatori animali. Essi quindi avevano paura del buio poiché era una situazione estremamente pericolosa per la loro sopravvivenza. In questo modo ci è stata trasmessa ed è arrivata a noi. Questa paura però è accentuata durante l’infanzia, perché ancora non siamo in grado di utilizzare il raziocinio di ora, quindi non capiamo che nel buio del bagno di casa non ci possono essere pericoli come nel buio della foresta.

Naturalmente anche io ho provato questo timore, ma solamente quando ero solo. Ad esempio se ci trovavamo tutti davanti al televisore per vedere qualche programma, io a volte non andavo in bagno per la paura, oppure accendevo tutte le luci della casa!. Fortunatamente con l’età iniziai a capire di più di questa paura,però vedendo che non svaniva chiesi a mio padre. Lui mi disse che l’aveva superata andando nelle cantine del suo palazzo con tutte le luci spente. Così decisi di fare altrettanto. Scesi armato di torcia elettrica e iniziai ad “esplorare” quelle vie che conoscevo molto bene. Inizialmente non volevo muovermi, non vedevo assolutamente nulla, non penso di aver mai “visto” un buio così completo. Piano piano mi feci coraggio e avanzando a tentoni arrivai alla porta in legno della nostra cantina. Tornai indietro accendendo la torcia. Ripetetti l’esperienza avventurandomi sempre più in là, finché non c’era un angolo che on avessi visitato al buio.

La paura è uno dei sentimenti più brutti ma al contempo più utili, bisogna solo evitare si trasformi in panico.