Mese: maggio 2014

Divergent libro: curiosità e critica

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salve, in questo articolo voglio riassumervi le principali critiche e curiosità riguardo il libro di Veronica Roth: Divergent, contornando il tutto con le mie impressioni e mettendo alla fine un sunto delle mie impressioni, di seguito l’articolo.

 

Critica:

il suddetto ilbro è stato criticato per la violenza contenuta nel libro, a detta di molti eccessiva e gratuita. Per me non è vero, infatti in un libro di genere fantapolitico, ma simile ad un fantasy, la violenza fisica è un elemento importante, una caratteristica del genere, infine non la trovo nè eccessiva nè gratuita e porterei invece il lettore a riflettere su un aspetto: nel libro è presente più violenza “emotiva” piuttosto che “fisica”.

Un’altra critica che il libro ha subito da molti è la grande somiglianza con HungerGames di Suzanne Collins. riguardo questo punto mi trovo molto più d’accordo che con il precedente, ed avendo letto entrambi i libri possso affermare che leggendo divergent on si può fare a meno di non notare molti aspetti simili ed analogie fra i due libril.
Infine una “critica” (se così si può chiamare) a suo favore è stato il fatto di aver rappresentato con l’indecisione del protagonista nel momento iniziale del libro, l’indecisione di tutti gli adolescenti che non sanno ancora chi sono e come identificarsi. Mi è piaciuta la metafora, che coglie molti aspetti della problematica adolescenziale “chi sono?, come sto cambiando?”.

 

Curiosità:

Il libro Divergent è la prima opera della scrittrice Veronica Roth, che iniziò la scrittura del libro in età giovanissima (appena 21 anni), vendendo inoltre più di 11 milioni di copie in tutto il mondo, contando anche gli altri 2 libri della trilogia nel conteggio. Come dire, un inizio fortunato!.

L’ultima curiosità degna di nota è il fatto che la scrittrice afferma di aver avuto l’ispirazione viaggiando in macchina, a noi credere se sia vero o falso.

 

Mie impressioni:

il libro in generale non mi è piaciuto, troppo simile ad hunger games, la trama spesso risulta banale, storia non particolarmente brillante. inoltre mi è sembrato il classico libro per un pubblico adolescente costruito con la regola del: protagonista giovane e problematico, storiella d’amore, società avversa ad esso e lieto fine con il protagonista che viene ammirato dalla società. l’unica nota positiva del libro è stata l’idea brillante del siero per controllare le persone a distanza, a mio parere la cosa piùoriginale del libro.

Ricerca sui Bronzi di Riace

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I Bronzi di Riace sono due statue in bronzo ritrovate nel 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria, di provenienza greca o magnogreca e risalenti circa al V secolo a.C.

Le due statue sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell’ età classica. Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono diverse, ma non esistono ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno specifico scultore.

I Bronzi si trovano al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, divenendo così uno dei simboli della città stessa.

Il ritrovamento delle sculture si è avuto grazie ad un sub romano (Stefano Mariottini), che immergendosi ritrovò le statue ed avvertì i carabinieri.

Durante i primi interventi di pulitura dalle concrezioni marine (eseguiti dai restauratori del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria), apparve evidente la straordinaria fattura delle due statue. Fu confermata così la prima ipotesi secondo cui i bronzi dovevano essere autentici esemplari dell’arte greca del V secolo a.C., venuti ad affiancare quindi le pochissime statue in bronzo che sono giunte fino a noi complete, come quelle conservate in Grecia: l’Auriga di Delfi e il Cronide di Capo Artemisio al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

A Reggio l’équipe di tecnici lavorò alla pulitura delle due statue fino al gennaio 1975, ma non avendo abbastanza strumenti si decise di trasferirle al più attrezzato Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana.

Oltre alla pulizia totale delle superfici eseguita con strumenti progettati appositamente, a Firenze le statue furono sottoposte ad analisi radiografiche, necessarie per conoscerne la struttura interna, lo stato di conservazione e lo spessore del metallo. Le indagini portarono alla luce interessanti dettagli; ovvero che il braccio e lo scudo della statua B sono di un materiale diverso, inoltre si scoprì che alcune parti delle statue non erano in bronzo: argento per i denti della statua A e per le ciglia d’entrambe le statue, avorio e calcare per le sclere, rame per le labbra e le areole dei capezzoli di entrambe le statue. Le operazioni di restauro si conclusero il 15 dicembre 1980 con l’inaugurazione di un’esposizione sul grande palcoscenico del turismo fiorentino, presso il Museo Archeologico di Firenze come pubblico omaggio all’impegno tecnico e al lavoro ivi svolto. Fu proprio quest’esposizione fiorentina, seguita da quella successiva di Roma, a fare da primo detonatore per il non più tramontato clamoroso entusiasmo nazionale ed internazionale per i due Bronzi trovati a Riace.

Così nel 1995, terminata la pulizia interna e dopo aver subito un trattamento anticorrosione, i due Bronzi sono stati nuovamente collocati nella grande sala del museo reggino, tenuta a clima controllato con l’umidità al 40-50% e la temperatura compresa tra i 21 e i 23 °C.