Ricerca sui Bronzi di Riace

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I Bronzi di Riace sono due statue in bronzo ritrovate nel 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria, di provenienza greca o magnogreca e risalenti circa al V secolo a.C.

Le due statue sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell’ età classica. Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono diverse, ma non esistono ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno specifico scultore.

I Bronzi si trovano al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, divenendo così uno dei simboli della città stessa.

Il ritrovamento delle sculture si è avuto grazie ad un sub romano (Stefano Mariottini), che immergendosi ritrovò le statue ed avvertì i carabinieri.

Durante i primi interventi di pulitura dalle concrezioni marine (eseguiti dai restauratori del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria), apparve evidente la straordinaria fattura delle due statue. Fu confermata così la prima ipotesi secondo cui i bronzi dovevano essere autentici esemplari dell’arte greca del V secolo a.C., venuti ad affiancare quindi le pochissime statue in bronzo che sono giunte fino a noi complete, come quelle conservate in Grecia: l’Auriga di Delfi e il Cronide di Capo Artemisio al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

A Reggio l’équipe di tecnici lavorò alla pulitura delle due statue fino al gennaio 1975, ma non avendo abbastanza strumenti si decise di trasferirle al più attrezzato Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana.

Oltre alla pulizia totale delle superfici eseguita con strumenti progettati appositamente, a Firenze le statue furono sottoposte ad analisi radiografiche, necessarie per conoscerne la struttura interna, lo stato di conservazione e lo spessore del metallo. Le indagini portarono alla luce interessanti dettagli; ovvero che il braccio e lo scudo della statua B sono di un materiale diverso, inoltre si scoprì che alcune parti delle statue non erano in bronzo: argento per i denti della statua A e per le ciglia d’entrambe le statue, avorio e calcare per le sclere, rame per le labbra e le areole dei capezzoli di entrambe le statue. Le operazioni di restauro si conclusero il 15 dicembre 1980 con l’inaugurazione di un’esposizione sul grande palcoscenico del turismo fiorentino, presso il Museo Archeologico di Firenze come pubblico omaggio all’impegno tecnico e al lavoro ivi svolto. Fu proprio quest’esposizione fiorentina, seguita da quella successiva di Roma, a fare da primo detonatore per il non più tramontato clamoroso entusiasmo nazionale ed internazionale per i due Bronzi trovati a Riace.

Così nel 1995, terminata la pulizia interna e dopo aver subito un trattamento anticorrosione, i due Bronzi sono stati nuovamente collocati nella grande sala del museo reggino, tenuta a clima controllato con l’umidità al 40-50% e la temperatura compresa tra i 21 e i 23 °C.

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