Mese: settembre 2014

Tema sui personaggi principali dell’Eneide

Postato il


In questo articolo ho inserito un tema svolto da me, e se vi farò risparmiare tempo prezioso e vi semplificherò il lavoro condividete su qualsiasi social network voi vogliate (avete a disposizione anche gli appositi pulsanti a fine articolo). finita l’introduzione ecco a voi traccia e tema:

 

Svolgi una ricerca e presenta i seguenti personaggi dell’Eneide: Anchise, Creusa, Ascanio (Iulo), Polidoro, Latino, Pallante, Evandro,Turno.

L’Eneide è un famoso poema epico scritto da Virgilio su commissione dell’Imperatore Augusto, che voleva enfatizzare la propria. Il testo narra di Enea, un troiano sopravvissuto alla distruzione della propria città che inizia un lungo viaggio alla ricerca delle coste del Lazio, dove fonderà la stirpe romana. Durante il viaggio si imbatte in molti personaggi, dei quali (a differenza dei poemi omerici) si esalta il carattere, che viene descritto i tutte le sue minuziose sfaccettature.

Il padre Anchise e il figlio Ascanio sono i primi, poiché scappando dalla città in fiamme li porta con sé. Anchise è un anziano, da giovane ebbe una breve relazione con Afrodite (con cui generò Enea), e quando commise l’errore da ubriaco, di raccontare l’accaduto Zeus lanciò una saetta, che fu fermata da Afrodite, ma che spaventò comunque l’uomo il quale mantenne per sempre la posizione curva che stava assumendo, e ala quale deve il suo nome (Anchise significa storto). Muore durante il viaggio per raggiungere il Lazio.

Il figlio Ascanio ricopre un ruolo importante soprattutto verso la fine del poema, quando padre e figlio sbarcano sulle coste del Lazio. Qui infatti è lui a scatenare la guerra contro i Latini e dopo la vittoria di questa a fondare Alba Longa.

Creusa è la madre di Ascanio e ricopre un ruolo marginale nella vicenda, infatti muore durante l’assedio di Troia e il suo fantasma parlerà al marito, dicendogli che è volontà divina che lei non lo segua nelle sue perenigrazioni.

Prima di arrivare nel Lazio Enea si imbatte in una pianta che sanguina: si tratta di Polidoro, che racconta all’eroe la propria storia: il padre Priamo, durante l’assedio di Troia, lo manda in salvo presso Polimestore nel Cheroneso, con un grande tesoro. Dopo la caduta di Troia Polimestore lo uccide per impossessarsi del tesoro, e non seppellisce il suo corpo, sicché Enea gli rende una degna sepoltura. Arrivato nel Lazio Enea viene accolto dal re Latino, che gli concede la mano della figlia Lavinia, gesto che è tra le cause della futura guerra tra troiani e rutuli guidati da Turno.

Durante la guerra Turno uccide Pallante, figlio di Evandro , insieme al quale erano i principali alleati dei troiani. Quando Enea ha la meglio su Turno, dopo un lungo duello, aveva deciso di risparmiarlo quando vede che indossa la cintura dell’amico pallante decide di ucciderlo.

Annunci

Tema sull’immagine e l’apparenza nella società di oggi

Postato il Aggiornato il


Se questo articolo vi sarà utile e vi farà risparmiare tempo prezioso, condividetelo su qualsiasi social network voi vogliate (avete a disposizione anche gli appositi bottoni a fine articolo). dopo questa piccola parentesi iniziale ecco a voi il tema svolto da me:

  • L’immagine rappresenta oggi un canale privilegiato per la comunicazione, tanto da condizionare prepotentemente il nostro modo di essere e di comportarci. E’ vero che l’immagine è sinonimo di mancanza di profondità? Quale valore le attribuisci nella tua quotidianità e quale potere effettivo essa ha di condizionare la nostra vita culturale e sociale?

La società in cui viviamo è profondamente interessata dall’apparenza e dall’esteriorità: siamo “bombardati” continuamente tutto il giorno da immagini, le quali, senza neanche farcene accorgere, ci impongono un modello, che noi siamo portati a raggiungere.

Purtroppo proprio per valorizzare così tanto l’immagine di noi stessi, finiamo per tralasciare aspetti fondamentali della persona, quali la personalità, le qualità intellettive, i pregi caratteriali. Tutte quelle qualità che si celano dentro di noi e non fuori, finiscono per passare in secondo piano rispetto all’aspetto fisico, portandoci a curare solo ciò che appare agli altri, mentre ciò che non si può vedere lo trascuriamo.

Sicuramente l’immagine condiziona pesantemente i nostri rapporti, di qualunque tipo essi siano. Una piccola indagine svolta da un’insegnante e dalla sua classe ha mostrato che inviando due curriculum perfettamente identici ma con due foto raffiguranti rispettivamente una ragazza molto carina, e una meno (secondo i canoni attuali, perché la bellezza è anche soggettiva) 2 volte su 3 viene assunta quella più carina. Ma non solo in ambito lavorativo l’esteriorità ha una grande importanza, anche nel modo di relazionarci a qualcuno riveste un ruolo privilegiato, siamo portati infatti ad interessarci, pensare e interloquire con una persona differentemente in base al suo aspetto.

Sicuramente nel mondo giovanile il fenomeno dell’immagine è molto più forte che in qualsiasi altra fascia d’età. L’immagine infatti diventa tutto, e se uno non rispetta i canoni che ci vengono imposti dalla società viene additato come diverso ed allontanato. Tutto, dai vestiti al trucco, dal taglio dei capelli al cellulare, è interessato al fenomeno, e spesso ci si ritrova a giudicare una persona da aspetti futili come quelli precedentemente citati. Per me ciò è dettato anche dalla “velocità” e dalla “moltitudine” tipici del nostro mondo: tutto è più veloce, più immediato e al contempo abbiamo sempre una vasta scelta per tutto. anche noi tendiamo alla velocità, e spesso alla conseguente superficialità, così di fronte ad una moltitudine si tende a giudicare dall’aspetto per essere più veloci. Molti giovani scelgono anche i propri partner in base a quanto detto prima, infatti prima di tutto devono essere attratti dall’aspetto, successivamente cercano di conoscere il carattere. Certamente andrebbe sradicato questo concetto dell’immagine, che ci porta a giudizi affrettati e inesatti su tutto e tutti, anche se è nella natura umana ricercare il “bello”, non bisognerebbe basare una società su certe fondamenta.

Tema sulle caratteristiche di Enea e il modello di cittadino romano

Postato il


Se questo post vi srà utile mi raccomando condividete sui social. se volete potete mandare dei vostri lavori via e-mail (la trovate nella sezione contatti) e sarò felice di pubblicarli. di seguito traccia e tema svolto da me:

Spiega quali sono le caratteristiche di Enea che ne fanno il perfetto modello di cittadino romano

L’Eneide è uno dei poemi epici più famosi ed importanti. Narra le gesta di Enea, sopravvissuto troiano alla distruzione della sua città da parte dei greci, il quale scappa in cerca di una terra. Contrastato da Giunone durante il suo viaggio, è costretto a navigare per il mediterraneo di peripezia in peripezia, fino a che non sbarca nel Lazio dando vita alla stirpe romana.

L’Eneide nonostante sia stata scritta con l’intento di richiamare i poemi omerici (ad esempio nel proemio viene richiamata la musa), presenta delle differenze da questi, soprattutto per quanto riguarda i personaggi: si rendono infatti più umani, con un carattere più complicato e dotato di più sfaccettature. Questo ci permette di analizzare meglio le caratteristiche di Enea, come il rispetto e l’umiltà verso gli dei, la patria e i parenti. Tutte queste caratteristiche fanno di Enea il perfetto modello di cittadino romano. Durante il periodo dell’impero romano (ma anche durante il regno greco) per inculcare nei cittadini i valori fondamentali e un modello comportamentale, lo stato usufruiva dei poemi epici, che cantati dagli aedi venivano ascoltati dal popolo. Essendo storie e non articoli di legge venivano ascoltati con piacere ed attenzione, imprimendo così nella mente di tutti gli eroi di queste storie come esempi da seguire.

Enea che abbandona Didone senza battere ciglio perché imposto da un dio, insegnava al popolo che gli dei non andavano contrastati e bisognava accettare senza discutere ciò che dicevano. Naturalmente essendo l’imperatore considerato un dio, ciò implicava che neanche l’imperatore andasse contrastato o le sue idee messe in dubbio. Quando all’inizio del poema Enea prima di scappare salva il padre e il figlio, inculca il rispetto per la famiglia. Infine Enea valoroso combattente, le sue origini divine e il suo impegno per fondare la stirpe romana dovevano rendere i cittadini orgogliosi di appartenere all’impero romano. In questo modo aveva un esercito che non combatteva per soldi come i mercenari, ma per degli ideali, per difendere le proprie case e per la patria. Ciò dava un’enorme forza all’impero