Mese: settembre 2016

Tema sulla Buona Scuola e i suoi effetti

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Di seguito lo svolgimento del tema:

Indubbiamente il sistema scolastico italiano attuale presenta numerose falle, come la mancanza di fondi e di una buona organizzazione (soprattutto di una burocrazia veloce), la differenziazione tra le varie scuole, i problemi legati all’inserimento di nuovi insegnanti e al punteggio, l’incapacità di valutare adeguatamente l’operato dei docenti e quello degli alunni e il fatto che molti edifici non siano a regola (il 50% circa non sono a regola).

Sicuramente questo organismo necessita una riforma che vada a eliminare questi problemi, considerando le difficoltà e le realtà della scuola.

La buona Scuola nasce per questo: rivoluzionare il mondo scolastico, ed è un’insieme di riforme ideate dal premier Matteo Renzi. La Buona Scuola va effettivamente a toccare tutti i punti precedentemente citati, assicurando circa 100.000 nuovi posti di lavoro per gli insegnanti che si trovano nella graduatoria dei punteggi, destinando fondi alla ristrutturazione di molti edifici, presidi che possono scegliere gli insegnanti migliori e più adatti e infine costruendo un legame più solido tra scuola e mondo del lavoro. Purtroppo questa riforma potrebbe funzionare solamente in un mondo utopico, poiché sembra dimenticare completamente di cosa sia la scuola nel mondo reale.

Per risolvere il problema dell’incapacità nella valutazione dei docenti si affida tutto al preside, dando a lui i poteri necessari e affidandogli una grande responsabilità. Già qui sorgono i primi dubbi, poiché il preside non può facilmente valutare dall’esterno l’operato di un insegnante. Al preside andrà quindi il compito di scegliere gli insegnanti a proprio giudizio (senza escludere che sarebbero possibili favoritismi), di assegnare premi in denaro a quelli che ritiene migliori e infine gli vengono concessi ampi poteri in modo da poter velocizzare la burocrazia. Bisogna vedere se tutti i presidi saranno in grado di reggere il peso di tutte queste responsabilità che si ritroverebbero sulle spalle e se saranno in grado di gestire correttamente tutti questi nuovi poteri.

Per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici scolastici non a norma, per come vengono svolti i lavori nelle scuole, i fondi stanziati non sarebbbero minimamente sufficienti. Infine non sono state calcolate le difficoltà pratiche dell’inserimento di 100.000 nuovi insegnanti, difatti probabilmente solo la metà avranno la possibilità di avere il posto, mentre gli altri, dopo 3 anni di supplenza saranno licenziati.

Nonostante tutto sono felice di questo tentativo di riforma, perché è stato tentato un cambio netto che centrasse delle problematiche esistenti. Purtroppo le decisioni prese non sono positive per il sistema scolastico ma almeno si potrebbero “smuovere le acque”, perché oramai la scuola da sempre più l’idea di pantano all’interno del quale qualsiasi cosa si tocchi ci si sporca, e questo decreto ha tentato di ripulire tutto.

Tema Argomentativo sulla satira

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Di seguito presento la traccia e lo svolgimento del tema

Traccia:

La Vignette sul terremoto in Italia pubblicata da Charlie Hebdo "Terremoto all'italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne". L'ultima, ("lasagne"), presenta diverse persone sepolte da strati di pasta. ANSA+++ EDITORIAL USE ONLY NO SALES NO ARCHIVE+++è giusto dare un limite alla satira?

Svolgimento:

Per secoli è stato il vanto degli scrittori latini nei confronti dei greci, l’unico genere letterario che non ha origine nella terra di Atene e Sparta, di cosa si tratta? Della satira.

Nata come genere letterario nell’Impero Romano ma sviluppatasi successivamente sotto altre forme (come vignette e discorsi orali), la satira è un genere letterario che ha come intento il mettere in risalto gli aspetti criticabili di qualcuno o qualcosa, per portarli agli occhi dell’opinione pubblica, mediante un mix di sarcasmo, ironia e comicità.

Da sempre si discute se sia corretto o meno utilizzare questo stile tagliente e spregiudicato in quanto spesso gli oggetti dell’opera finiscono per sentirsi presi in giro, offesi o attaccati.

La satira ha molti aspetti positivi, in quanto è un ottimo mezzo per mettere sotto i riflettori determinate questioni, poiché fa leva sulla semplicità e sul suscitare divertimento in chi legge, e proprio per queste sue caratteristiche dà la possibilità di arrivare ad un pubblico enorme e farlo interessare al problema. Quante persone trovano piacevole la lettura di articoli sulla politica, sulla difesa dell’ambiente, sui problemi della società, sulla corruzione o sulla mafia? Penso poche, e comunque quando leggiamo cose del genere ce ne dimentichiamo dopo poche settimane (se non molto prima).

Il nostro cervello “salva” principalmente i ricordi che si legano ad un’emozione, qualunque essa sia e poiché le letture sopra citate difficilmente ci fanno emozionare, non le ricordiamo. Un’opera satirica (che sia una vignetta o un testo) ha questo potere: ci fa ridere o arrabbiare, catturando quindi la nostra attenzione. La satira sacrifica la presenza di molte informazioni tecniche a favore dell’immediatezza e dell’aspetto comico rendendo la lettura più veloce e scorrevole, poiché è indirizzata a farci incuriosire e interessare all’argomento mentre saremo noi successivamente e in altre forme a documentarci a riguardo se saremo interessati.

D’altra parte proprio perché la satira mette in mostra gli aspetti negativi riguardo uno specifico tema, spesso capita che un gruppo di persone o un singolo individuo si risentano per ciò che è espresso e per modo in cui è espresso, anche perché spesso e volentieri la satira tocca argomenti molto delicati come la religione (vedi charlie hebdo) di cui si discute da tempo e prendendo una posizione si offende necessariamente l’altra parte.

Scrivere satira con intelligenza e per informare o portare l’attenzione su qualcosa è estremamente utile e costruttivo, ma bisogna essere capaci di non oltrepassare il confine che porterebbe alla maleducazione o alla semplice offesa, la satira deve essere costruttiva per essere tale altrimenti diventa un’opera denigrativa. In questi casi è difficile stabilire fin dove si possa spingere la libertà d’espressione e spesso stà all’intelligenza e alla capacità dell’autore di trovare una giusta misura.

La satira è un veicolo per arrivare alle persone e colpirle, può essere anche di dubbio gusto (charlie hebdo sul terremoto di amatrice) ma se prende i soggetti della critica indipendentemente dal paese di appartenenza, dalla religione, dall’orientamento sessuale o quant altro (charlie hebdo ha realizzato una vignetta di dubbio gusto anche sulla strage di Nizza) non deve subire limitazione, piuttosto bisogna lavorare sull’intelligenza del lettore che deve capire cosa ha di fronte e reagire di conseguenza.

http://poll.fm/f/5rz40

Il Piacere dei testi Vol.1 pag. 731 esercizi svolti e riassunto dettagliato

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Di seguito riporto un breve riassunto e gli esercizi svolti dell’analisi del testo della novella la badessa e le braghe del Decameron di Boccaccio.

Riassunto:

C’era una volta in Lombardia un monastero famoso per la sua devozione religiosa. Tra le monache ce n’era una di particolare bellezza di nome Isabetta che era solita ricevere viste da un parente alla lontana. Ben presto le grate che li separavano divennero per i due giovani una barriera troppo dolorosa da sopportare e cercarono il modo per incontrarsi senza ostacoli. La soluzione fu più semplice di quanto si pensasse e gli amanti iniziarono ad incontrarsi nella di lei cella, di notte. Una volta però il ragazzo fu notato da una con-sorella che lo spifferò immediatamente alle altre religiose che decisero di montare la guardia per comunicare alla badessa eventuali altri incontri sconvenienti. E quel giorno non tardò ad arrivare…così corsero quindi a svegliare la superiora che
si vestì frettolosamente al buio e raggiunse il capezzale degli amanti. Qui trascinò fuori dal letto Isabetta e la mise come davanti ad un tribunale di accusa. Tutti gli occhi erano rivolti alla peccatrice che non osava alzare i suoi da terra ma, dopo aver ascoltato mille rimproveri, trovò il coraggio per alzare lo sguardo e disse alla badessa che avrebbe ascoltato pazientemente tutto ciò che lei aveva da dirle se solo…si fosse sistemata la cuffia che aveva in testa! Usimbalda, la badessa, si stupì della risposta della giovane e la invitò a pensare alle sue azioni piuttosto che al suo copricapo ma Isabetta insistette ancora sul copricapo della badessa e fece sì che tutte le consorelle si girarono a vedere che stranezza avesse mai la superiora in testa. E mentre Usimbalda scopriva con le mani quello che le altre scoprivano con gli occhi…ci fu un momento di totale imbarazzo per la scoperta che la badessa aveva in testa…un paio di pantaloni da prete, ovvero colui con il quale stava giacendo quando le monache la svegliarono! Così, senza poter più far finta di nulla, dichiarò che era evidente che era impossibile difendersi dalle tentazioni della carne e disse che potevano fare così anche tutte le altre, con discrezione. Cosa che provocò in alcune sdegno ed in altre…entusiastica partecipazione!

Esercizi Svolti:

N 1

Una badessa si alza in fretta e al buio per recarsi da una sua monaca, a lei denunciata per trovarsi con un amante, ma poiché era con un prete, credendo le braghe del sacerdote l’insieme dei suoi veli se le mise in testa, l’accusata si accorse di queste e dopo averlo fatto notare alla badessa fu liberata dalle accuse ed ebbe il permesso di stare col suo amante

N2

Il tema deriva dalla visione oggettiva che ha Boccaccio della realtà, il quale non ha paura di considerare le suore come esseri umani, e in quanto tali capaci di compiere errori. Con questa novella vuole portare alla luce una verità nascosta, dimostrando che nessuno è estraneo all’errore neanche coloro che incarnano i valori della religione cristiana.

N3

Gli stoltissimi sono le monache e la badessa. Le prime perché vogliono umiliare la loro consorella piuttosto che agire in difesa dei valori del loro ordine, quest’ultima perché rimprovera la suora per un peccato che lei stessa ha commesso.

N4

la fortuna intesa come destino si riferisce al fatto che le suore decidono di coinvolgere la badessa rimandando così il giorno dell’accusa a quando la badessa era in compagnia del prete e in generale al fato che la suora riesce a cavarsela e a non subire ripercussioni dopo l’accaduto.

N5

1-4 Riassunto della novella

5-24 Introduzione

25-36 Le suore scoprono il segreto

36-43 La badessa viene chiamata in causa

44-59 La badessa inteviene

60-74 Atteggiamento diverso

75 conclusione

N6

Viene definito in modo ironico “un monastero di santità”.

N7

la notte e il buio sono essenziali nella vicenda perché grazie alla prima avvengono gli incontri tra Isabetta e l’amante (che di giorno non avrebbero potuto avere luogo) e al secondo l’errore della badessa che scambia il velo con le braghe del prete

N8

le consorelle sono le accusatrici e se consideriamo Isabetta la protagonista loro sono le antagoniste, in quanto spinte dall’invidia vogliono che la badessa punisca Isabetta.

N9

Sono termini che potremmo trovare in un romanzo giallo riferiti ad un detective o ad una squadra di spionaggio.

N10

Dopo che la Badessa viene scoperta cambia completamente il senso del suo discorso, ammettendo che è impossibile resistere all’istinto e che quindi ogni monaca è libera di divertirsi come preferisce

N11

riga 23 “non una ma molte volte, con gran piacere di ciascuno, la visitò.“

riga 37 “accompagnata da un prete”

riga 74-75 “come seppero il meglio, segretamente procacciarono lor ventura.”

N12

l’ironia è un aspetto fondamentale nella poetica di Boccaccio e in questo caso viene usata per mettere in luce in modo divertente e leggero i gravi avvenimenti che hanno luogo nel “monastero di santità “.

N13

Boccaccio delinea la natura umana così com’è, trattandone gli aspetti migliori così come quelli che si cerca di allontanare. l’uomo per sua natura ragione tanto con la testa quanto con l’isitnto e spesso cade nell’errore, che sia lui un contadino, un aristocratico o un uomo di chiesa. Possiamo notare infatti questo tema in moltissime delle sue novelle come in Andreuccio da Perugia in cui un prete è complice di una profanazione.