Tema sulla Buona Scuola

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Di seguito lo svolgimento del tema:

Indubbiamente il sistema scolastico italiano attuale presenta numerose falle, come la mancanza di fondi e di una buona organizzazione (soprattutto di una burocrazia veloce), la differenziazione tra le varie scuole, i problemi legati all’inserimento di nuovi insegnanti e al punteggio, l’incapacità di valutare adeguatamente l’operato dei docenti e quello degli alunni e il fatto che molti edifici non siano a regola (il 50% circa non sono a regola).

Sicuramente questo organismo necessita una riforma che vada a eliminare questi problemi, considerando le difficoltà e le realtà della scuola.

La buona Scuola nasce per questo: rivoluzionare il mondo scolastico, ed è un’insieme di riforme ideate dal premier Matteo Renzi. La Buona Scuola va effettivamente a toccare tutti i punti precedentemente citati, assicurando circa 100.000 nuovi posti di lavoro per gli insegnanti che si trovano nella graduatoria dei punteggi, destinando fondi alla ristrutturazione di molti edifici, presidi che possono scegliere gli insegnanti migliori e più adatti e infine costruendo un legame più solido tra scuola e mondo del lavoro. Purtroppo questa riforma potrebbe funzionare solamente in un mondo utopico, poiché sembra dimenticare completamente di cosa sia la scuola nel mondo reale.

Per risolvere il problema dell’incapacità nella valutazione dei docenti si affida tutto al preside, dando a lui i poteri necessari e affidandogli una grande responsabilità. Già qui sorgono i primi dubbi, poiché il preside non può facilmente valutare dall’esterno l’operato di un insegnante. Al preside andrà quindi il compito di scegliere gli insegnanti a proprio giudizio (senza escludere che sarebbero possibili favoritismi), di assegnare premi in denaro a quelli che ritiene migliori e infine gli vengono concessi ampi poteri in modo da poter velocizzare la burocrazia. Bisogna vedere se tutti i presidi saranno in grado di reggere il peso di tutte queste responsabilità che si ritroverebbero sulle spalle e se saranno in grado di gestire correttamente tutti questi nuovi poteri.

Per quanto riguarda la ristrutturazione degli edifici scolastici non a norma, per come vengono svolti i lavori nelle scuole, i fondi stanziati non sarebbbero minimamente sufficienti. Infine non sono state calcolate le difficoltà pratiche dell’inserimento di 100.000 nuovi insegnanti, difatti probabilmente solo la metà avranno la possibilità di avere il posto, mentre gli altri, dopo 3 anni di supplenza saranno licenziati.

Nonostante tutto sono felice di questo tentativo di riforma, perché è stato tentato un cambio netto che centrasse delle problematiche esistenti. Purtroppo le decisioni prese non sono positive per il sistema scolastico ma almeno si potrebbero “smuovere le acque”, perché oramai la scuola da sempre più l’idea di pantano all’interno del quale qualsiasi cosa si tocchi ci si sporca, e questo decreto ha tentato di ripulire tutto.

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