Tema su Emergenza Ambientale

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Di seguito lo svolgimento del tema:

Frutti spontanei, acqua, una grotta. Tanto serviva ai nostri antenati ominidi per vivere.
Agli albori della nostra specie la vita era più semplice e dipendeva completamente dall’ambiente, tanto che l’uomo si è adattato ai vari ecosistemi originando le varie etnie che ancora oggi persistono. Col tempo la tecnologia è avanzata e passando per il fuoco, un arco e una freccia, il vapore creato da un tozzo di carbone e una pila elettrica siamo arrivati alla società della globalizzazione, che può garantire una qualità di vita altissima e inimmaginabile solo poco tempo fa, una società in cui il problema non è più come sopravvivere ma come vivere.
La storia ci insegna che più la società si evolve e più l’uomo riesce ad elevare la qualità della vita più paga l’ambiente, come se ogni passo in avanti nella tecnologia fosse fatto calpestando la natura.
Ma se un tempo neanche ci si poteva rendere conto dei danni apportati al nostro pianeta oggi tutti ne sono al corrente, sono stati pubblicati milioni di saggi e di articoli sull’insostenibilità del nostro stile di vita, che hanno messo in luce la necessità di un cambiamento radicale. Eppure non si smuove nulla, il sistema rimane invariato e le risorse del nostro pianeta continuano ad essere sfruttate come se non ci fosse un domani, come se non ci fosse un mondo da lasciare ai nostri figli. Ci sono dei perché alla base di questa immobilità della società di fronte a questo problema, come il menefreghismo e il costo economico di un cambiamento.
Il menefreghismo è dovuto al fatto che pensiamo che la colpa sia dei poteri forti e che quindi noi non possiamo fare nulla e al martellamento a cui siamo sottoposti riguardo l’emergenza ambientale, che invece di farci indignare e prendere in mano la situazione ci fa sembrare quest’emergenza una cosa “normale”, come quando di fronte all’ennesimo scandalo politico non ne siamo più colpiti e lo archiviamo come prassi quotidiana. Inoltre c’è l’incapacità di guardare oltre il presente e il futuro prossimo, non ci riusciamo ad immaginare chiaramente i problemi che avremo fra 100 anni. Infine va detto che cambiare costa e chi ha le maggiori responsabilità di questo sfruttamento delle ricchezze naturali sono quegli “imprenditori” che si gettano su facili guadagni a scapito delle risorse ambientali.
Sono queste persone che hanno la possibilità di regalare un nuovo futuro al nostro pianeta, ma non hanno interesse a farlo in quanto è economicamente sconveniente. Per invogliarli a cambiare oltre che puntare sul senso civico serve analizzare l’aspetto monetario e rendere vantaggioso un lavoro eco-sostenibile. In questo senso hanno potere i consumatori che devono preferire prodotti sostenibili e i governi che investendo nella ricerca possono abbassare i prezzi delle tecnologie pulite e aumentare la quantità di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

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