Mese: settembre 2017

Ricerca su Campagna Italiana in Russia

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Di seguito lo svolgimento della ricerca:

Il Corpo di Spedizione Italiano in Russia, spesso abbreviato come CSIR, e l’8ª Armata Italiana in Russia, o ARMIR, furono le Grandi Unità del Regio Esercito impegnate, in successione, sul fronte orientale tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. La partecipazione alla guerra contro l’Unione Sovietica rappresentò uno sforzo notevole per le forze armate italiane, già duramente impegnate nei Balcani e in Africa settentrionale, e le ingenti perdite colà subite rappresentarono un duro colpo per le già scarse capacità militari dell’Italia. Già dai primi di giugno 1941, in previsione dell’ormai certa campagna tedesca sul fronte orientale, Mussolini offrì a Hitler di partecipare con truppe italiane e contemporaneamente attivò il Generale Cavallero (Capo di SM Generale). Alla fine fu decisa la costituzione del CSIR. L’offerta di Mussolini venne formalmente accettata, pur senza eccessivo entusiasmo, da Hitler con lettera consegnata all’Ambasciata Italiana di Berlino il 22 giugno 1941, giorno dell’inizio delle operazioni sul fronte orientale.

Circa le ragioni strategiche delle spedizioni, si suppone che il principale desiderio di Mussolini fosse quello di “riequilibrare” lo stato dell’alleanza con la Germania, in quel momento fortemente sbilanciato in favore dei tedeschi; in tale ottica, la partecipazione italiana alla campagna di Russia avrebbe pareggiato l’intervento dell’Afrika Korps tedesco in Libia. Vi erano anche considerazioni economiche, ovvero il timore di arrivare in ritardo alla spartizione delle risorse di un nemico considerato ormai sconfitto. Del tutto secondarie erano invece le considerazioni ideologiche (la partecipazione dell’Italia fascista alla lotta contro il comunismo), che pure ebbero ampio risalto nella propaganda degli opposti schieramenti.

Appena iniziarono i primi scontri si capì subito che l’intera campagna sarebbe stata un disastro, infatti i russi riuscirono a contrastare abilmente l’offensiva italo tedesca.

Le perdite umane furono abbastanza alte, infatti 74.800 militari italiani morirono in Russia, invece i tedeschi subirono la perdita di 114.520 militari su 230.000. molti altri finirono dispersi.

Inoltre persero quasi tutte le armi, le munizioni e le macchine come i carri armati.

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Ricerca sulla Bretagna Italiano e francese

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Di seguito la ricerca in Italiano:

 

La Bretagna è una regione francese, è una penisola nella punta occidentale della Francia ed è situata tra il Canale a nord, il Mar Celtico e il Canale ad ovest e la baia di Biscaglia

a sud. La l

ingua ufficiale è francese, ma le lingue regionali sono Bretone e Gallo. Le prime persone che sono arrivate nella regione erano Gallic. Hanno posato le basi per la lingua bretone e la cul

tura bretone. Dopo i Galli sono venuti i Romani, con la conquista della Francia da Giulio Cesare. Dopo la caduta dell’Impero romano divenne uno stato indipendente, finché nel 1532 divenne parte della Francia. La Bretagna era una regione povera e poco attrezzata, ma negli ultimi 40 anni, tuttavia, ha sviluppato un grande “miracolo” che lo ha portato ad essere una delle regioni più sviluppate della Francia. è oggi industrializzata e si è sviluppata molto anche nel settore agricolo.
Guardando dal punto di vista geografico, possiamo vedere che la capitale è Rennes. Le principali città della regione sono Brest, Lorient e Quimper. è delimitata da Bassa Normandia nel nord-est e dalla valle della Loira a sud-est. È bagnato dall’Oceano Atlantico e dal Canale.La Bretagna è divisa tra la costa, sempre più ricca e più popolosa, e l’interno della terra, più povera. La popolazione è di circa 3 milioni di abitanti e gli abitatori sono chiamati bretoni.
Per osservare l’aspetto linguistico, dobbiamo dividere la regione a ovest e ad est. A ovest, storicamente gli oratori bretoni parlano, ma a est parlano Gallo.
Non ci sono alte montagne, infatti i più grandi 300 metri.

 

Di seguito la ricerca in Francese:

 

La Bretagne est une région francaise, elle est une péninsule à l’extrémité ouest de la France et elle est située entre la Manche au nord, la mer Celtique et la Manche à l’ouest et le golfe de Gascogne au sud. La langue officielle est le français, mais les langues régionales ils sont breton et le gallo. Les premières personnes qui sont arrivées dans la région ont ètè les gaulois. Ils ont jeté les bases de la langue bretonne et de la culture bretonne. Après les Gaulois ils sont venus les Romains, avec la conquête de la France par Giulio Cesare. Après la chute de l’Empire romain elle est devenu un Etat indépendant, jusqu’à ce que, en 1532, est devenu une partie de la France. La Bretagne était une région pauvre et mal équipé, mais au cours des 40 dernières années, cependant, a mis au point un grand «miracle» qui l’a conduit à être l’une des régions les plus développées de la France. elle est désormais industrialisé et a également développé beaucoup dans le secteur agricole.
En regardant le point de vue géographique, nous pouvons voir que le capital est Rennes. Les principales villes de la région sont Brest, Lorient et Quimper. elle est bordé par de Basse-Normandie dans le nord-est et la vallée de la Loire au sud-est. Elle est humide par l’océan Atlantique et de la Manche.
La Bretagne est divisée entre la côte, toujours plus riche et la plus peuplée, et l’intérieur des terres, plus pauvres. La population est d’environ 3 millions d’habitants et les abitants sont appelés Bretons.
A fin d’observer l’aspect linguistique, nous devons diviser la région à l’ouest et l’est. A l’ouest, historiquement les abitants parlant breton, mais à l’est ils parlant le gallo.
Il n’ya pas des hautes montagnes, en fait le plus grand mesure 300 mètres.

 

Ricerca su Copia dei Testi Antichi

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Miniaturisti e Amanuensi

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Di seguito la ricerca sugli amanuensi:

Prima della diffusione della stampa, l’amanuense o il copista, era colui che ricopiava manoscritti.

Dopo la diffusione del Cristianesimo la pratica di copiatura dei manoscritti antichi fu coltivata soprattutto in centri religiosi (in particolar modo le abbazie dei Benedettini) e nel XIII secolo si sviluppò una vera e propria industria di professionisti. Poiché la gran parte dei testi veniva ricopiata da membri del clero, non si ha la certezza che gli eventi siano stati riportati fedelmente, poiché era pratica comune modificare gli argomenti del libro per mettere in buona luce la chiesa.

Il lavoro dell’amanuense era molto faticoso: bisognava lavorare ininterrottamente per 9 ore al giorno, sopportando crampi alle mani. Solitamente si completavano poco dìpiù di una decina di pagine al giorno, arrivando ad impiegare un anno a completare la copiatura di un solo testo.

Questi testi una volta completati erano ampiamente decorati da miniaturisti (che spesso erano pittori) i quali realizzavano spesso autentiche opere d’arte miniate che volevano riflettere la grandezza e la gloria di Dio.

La miniatura era già stata usata come decorazione di manoscritti ai tempi degli Egizi e dei Greci, ma ebbe il suo massimo sviluppo nel Medio Evo. La parola ‘miniatura’ deriva dal latino minium, il colore usato per riquadrare le pagine e per scrivere i titoli e le lettere iniziali dei manoscritti. Gli amanuensi infatti lasciavano appositamente in bianco la lettera iniziale di ogni capitolo affinché venisse poi ‘ miniata’ dai miniaturisti il cui compito era quello di illustrare, illuminare ed arricchire il testo con fregi, decorazioni, cartigli e figure varie, inserendosi con abilità nei margini, nei bordi, nelle lettere maiuscole, con tutta la grazia ricca e delicata di cui erano maestri.
I miniaturisti usavano adornare la lettera iniziale di ogni capitolo o di ogni pagina con dorature o colori come verde e azzurro, mentre con colori vivaci come il rosso le prime linee scritte, le lettere maiuscole ed i titoli, infine l’ oro e l’ argento per codici di lusso destinati al culto religioso. Essi inserivano nel testo delle piccole e bellissime raffigurazioni di angeli, di santi o di scene della vita di ogni giorno. In qualche libro, i margini di ciascuna pagina venivano decorati con ghirlande di fiori e di foglie e spesso, in mezzo a questi bordi infiorati venivano dipinti anche animaletti quali api, farfalle,scarabei e libellule.

Sta di fatto che il lavoro dell’amanuense è stato praticato per secoli in Europa ed è grazie al lavoro di queste persone se oggi abbiamo la possibilità di leggere dei libri antichissimi che altrimenti sarebbero andati dispersi nel tempo.