Mese: gennaio 2018

Tema sul senso della vita

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Di seguito il tema svolto da me, dei commenti a fine video sono ben accetti, una discussione su questi temi è sempre piacevole

 

IL SENSO DELLA VITA:

la scienza non sa spiegarsi da cosa provenga la vita, è in grado di analizzarla solo in pratica; accettando quindi il presupposto che la materia si animi e agisca in modo da avere una coscienza propria può distinguere la materia inorganica da quella organica. Eppure quella di un albero, di una pecora e di un uomo ci appaiono come vite completamente diverse l’una dall’altra. Alla base di questa distinzione c’è la capacità di avere coscienza di sé stessi. Una pianta infatti vive nel senso più semplice del termine, senza nessuna consapevolezza di sè, un animale invece è un gradino sopra e ha una cognizione di sé a livello inconscio, avendo in più dei vegetali l’istinto. Infine c’è l’uomo, che all’istinto aggiunge la ragione e per questo ha una percezione di sé che lo porta a porsi domande a cui non può rispondere.

Se infatti le altre categorie di esseri viventi non hanno strumenti per indagare la propria interiorità, l’uomo ha la ragione che lo spinge ad indagare gli aspetti trascendentali della sua esistenza. Qui entra però in gioco l’istinto, la nostra parte animale e non analitica che ci impedisce di avere un giudizio oggettivo e assolutamente basato sul raziocinio. Infatti essendo anche razionali abbiamo gli strumenti per porci delle domande, ma non essendolo completamente non possiamo darci le risposte. Da questa contraddizione nascono tutte le forme di espressione artistica, che riescono ad unire questi binari paralleli che costituiscono le fondamenta del nostro essere (riferimento al pensiero di  Claudio Magris in merito alla poesia).

Per questo Leopardi ne “canto notturno di un pastore errante dell’Asia” invidia gli animali, che ignari dei dubbi che affliggono il poeta vivono nella loro beata incoscienza, trascorrendo la loro esistenza in modo sereno e ignaro.

Questo dualismo (ragione e istinto) è un aspetto fondamentale per capire come il genere umano si approcci al concetto di vita, è infatti l’unico degli esseri viventi a porsi domande sul come la nostra esistenza debba essere condotta. A queste domande possiamo rispondere citando Dostoevskij:”la bellezza salverà il mondo”. Possiamo considerare la nostra vita soddisfacente se ci siamo impegnati a coglierla in ogni nostro gesto e intento.

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Tema breve su Rapporto letteratura e politica

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di seguito lo svolgimento del tema

Politica e Letteratura sono invenzioni dell’uomo, espressioni di aspetti diversi del carattere umano. la Politica si occupa di creare un ordine sociale, mentre la letteratura si occupa di rompere questo ordine essendo la massima espressione della libertà. Bastano infatti penna, foglio e immaginazione (senza scordare il talento!) per abbattere qualsiasi muro e ricreare qualsiasi emozione.

Questo avviene in teoria, in pratica da sempre chi scrive incappa in qualcuno che vuole impedirglielo, perché l’uomo metabolizza ciò che legge, lo fa proprio e poi si comporta di conseguenza. Dalla paura per questi comportamenti nasce la censura. Chi decide di impedire che un libro venga letto lo fa perché comprende il potere politico della letteratura: diffondere idee e influenzare persone.

Tutte queste dinamiche diventano sempre più importanti con l’avvenire della società di massa, perché si possono raggiungere sempre più persone, sempre più velocemente. Non a caso la figura dell’intellettuale è caduta, mentre nasce e si fortifica quella dell’ “influencer”.