Ricerche

Ricerca sulla Campagna Italiana in Russia

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Di seguito lo svolgimento della ricerca:

Il Corpo di Spedizione Italiano in Russia, spesso abbreviato come CSIR, e l’8ª Armata Italiana in Russia, o ARMIR, furono le Grandi Unità del Regio Esercito impegnate, in successione, sul fronte orientale tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. La partecipazione alla guerra contro l’Unione Sovietica rappresentò uno sforzo notevole per le forze armate italiane, già duramente impegnate nei Balcani e in Africa settentrionale, e le ingenti perdite colà subite rappresentarono un duro colpo per le già scarse capacità militari dell’Italia. Già dai primi di giugno 1941, in previsione dell’ormai certa campagna tedesca sul fronte orientale, Mussolini offrì a Hitler di partecipare con truppe italiane e contemporaneamente attivò il Generale Cavallero (Capo di SM Generale). Alla fine fu decisa la costituzione del CSIR. L’offerta di Mussolini venne formalmente accettata, pur senza eccessivo entusiasmo, da Hitler con lettera consegnata all’Ambasciata Italiana di Berlino il 22 giugno 1941, giorno dell’inizio delle operazioni sul fronte orientale.

Circa le ragioni strategiche delle spedizioni, si suppone che il principale desiderio di Mussolini fosse quello di “riequilibrare” lo stato dell’alleanza con la Germania, in quel momento fortemente sbilanciato in favore dei tedeschi; in tale ottica, la partecipazione italiana alla campagna di Russia avrebbe pareggiato l’intervento dell’Afrika Korps tedesco in Libia. Vi erano anche considerazioni economiche, ovvero il timore di arrivare in ritardo alla spartizione delle risorse di un nemico considerato ormai sconfitto. Del tutto secondarie erano invece le considerazioni ideologiche (la partecipazione dell’Italia fascista alla lotta contro il comunismo), che pure ebbero ampio risalto nella propaganda degli opposti schieramenti.

Appena iniziarono i primi scontri si capì subito che l’intera campagna sarebbe stata un disastro, infatti i russi riuscirono a contrastare abilmente l’offensiva italo tedesca.

Le perdite umane furono abbastanza alte, infatti 74.800 militari italiani morirono in Russia, invece i tedeschi subirono la perdita di 114.520 militari su 230.000. molti altri finirono dispersi.

Inoltre persero quasi tutte le armi, le munizioni e le macchine come i carri armati.

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Ricerca sulla Bretagna Italiano e francese

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Di seguito la ricerca in Italiano:

 

La Bretagna è una regione francese, è una penisola nella punta occidentale della Francia ed è situata tra il Canale a nord, il Mar Celtico e il Canale ad ovest e la baia di Biscaglia

a sud. La l

ingua ufficiale è francese, ma le lingue regionali sono Bretone e Gallo. Le prime persone che sono arrivate nella regione erano Gallic. Hanno posato le basi per la lingua bretone e la cul

tura bretone. Dopo i Galli sono venuti i Romani, con la conquista della Francia da Giulio Cesare. Dopo la caduta dell’Impero romano divenne uno stato indipendente, finché nel 1532 divenne parte della Francia. La Bretagna era una regione povera e poco attrezzata, ma negli ultimi 40 anni, tuttavia, ha sviluppato un grande “miracolo” che lo ha portato ad essere una delle regioni più sviluppate della Francia. è oggi industrializzata e si è sviluppata molto anche nel settore agricolo.
Guardando dal punto di vista geografico, possiamo vedere che la capitale è Rennes. Le principali città della regione sono Brest, Lorient e Quimper. è delimitata da Bassa Normandia nel nord-est e dalla valle della Loira a sud-est. È bagnato dall’Oceano Atlantico e dal Canale.La Bretagna è divisa tra la costa, sempre più ricca e più popolosa, e l’interno della terra, più povera. La popolazione è di circa 3 milioni di abitanti e gli abitatori sono chiamati bretoni.
Per osservare l’aspetto linguistico, dobbiamo dividere la regione a ovest e ad est. A ovest, storicamente gli oratori bretoni parlano, ma a est parlano Gallo.
Non ci sono alte montagne, infatti i più grandi 300 metri.

 

Di seguito la ricerca in Francese:

 

La Bretagne est une région francaise, elle est une péninsule à l’extrémité ouest de la France et elle est située entre la Manche au nord, la mer Celtique et la Manche à l’ouest et le golfe de Gascogne au sud. La langue officielle est le français, mais les langues régionales ils sont breton et le gallo. Les premières personnes qui sont arrivées dans la région ont ètè les gaulois. Ils ont jeté les bases de la langue bretonne et de la culture bretonne. Après les Gaulois ils sont venus les Romains, avec la conquête de la France par Giulio Cesare. Après la chute de l’Empire romain elle est devenu un Etat indépendant, jusqu’à ce que, en 1532, est devenu une partie de la France. La Bretagne était une région pauvre et mal équipé, mais au cours des 40 dernières années, cependant, a mis au point un grand «miracle» qui l’a conduit à être l’une des régions les plus développées de la France. elle est désormais industrialisé et a également développé beaucoup dans le secteur agricole.
En regardant le point de vue géographique, nous pouvons voir que le capital est Rennes. Les principales villes de la région sont Brest, Lorient et Quimper. elle est bordé par de Basse-Normandie dans le nord-est et la vallée de la Loire au sud-est. Elle est humide par l’océan Atlantique et de la Manche.
La Bretagne est divisée entre la côte, toujours plus riche et la plus peuplée, et l’intérieur des terres, plus pauvres. La population est d’environ 3 millions d’habitants et les abitants sont appelés Bretons.
A fin d’observer l’aspect linguistique, nous devons diviser la région à l’ouest et l’est. A l’ouest, historiquement les abitants parlant breton, mais à l’est ils parlant le gallo.
Il n’ya pas des hautes montagnes, en fait le plus grand mesure 300 mètres.

 

Ricerca su Amanuensi e Miniaturisti

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Di seguito la ricerca sugli amanuensi:

Prima della diffusione della stampa, l’amanuense o il copista, era colui che ricopiava manoscritti.

Dopo la diffusione del Cristianesimo la pratica di copiatura dei manoscritti antichi fu coltivata soprattutto in centri religiosi (in particolar modo le abbazie dei Benedettini) e nel XIII secolo si sviluppò una vera e propria industria di professionisti. Poiché la gran parte dei testi veniva ricopiata da membri del clero, non si ha la certezza che gli eventi siano stati riportati fedelmente, poiché era pratica comune modificare gli argomenti del libro per mettere in buona luce la chiesa.

Il lavoro dell’amanuense era molto faticoso: bisognava lavorare ininterrottamente per 9 ore al giorno, sopportando crampi alle mani. Solitamente si completavano poco dìpiù di una decina di pagine al giorno, arrivando ad impiegare un anno a completare la copiatura di un solo testo.

Questi testi una volta completati erano ampiamente decorati da miniaturisti (che spesso erano pittori) i quali realizzavano spesso autentiche opere d’arte miniate che volevano riflettere la grandezza e la gloria di Dio.

La miniatura era già stata usata come decorazione di manoscritti ai tempi degli Egizi e dei Greci, ma ebbe il suo massimo sviluppo nel Medio Evo. La parola ‘miniatura’ deriva dal latino minium, il colore usato per riquadrare le pagine e per scrivere i titoli e le lettere iniziali dei manoscritti. Gli amanuensi infatti lasciavano appositamente in bianco la lettera iniziale di ogni capitolo affinché venisse poi ‘ miniata’ dai miniaturisti il cui compito era quello di illustrare, illuminare ed arricchire il testo con fregi, decorazioni, cartigli e figure varie, inserendosi con abilità nei margini, nei bordi, nelle lettere maiuscole, con tutta la grazia ricca e delicata di cui erano maestri.
I miniaturisti usavano adornare la lettera iniziale di ogni capitolo o di ogni pagina con dorature o colori come verde e azzurro, mentre con colori vivaci come il rosso le prime linee scritte, le lettere maiuscole ed i titoli, infine l’ oro e l’ argento per codici di lusso destinati al culto religioso. Essi inserivano nel testo delle piccole e bellissime raffigurazioni di angeli, di santi o di scene della vita di ogni giorno. In qualche libro, i margini di ciascuna pagina venivano decorati con ghirlande di fiori e di foglie e spesso, in mezzo a questi bordi infiorati venivano dipinti anche animaletti quali api, farfalle,scarabei e libellule.

Sta di fatto che il lavoro dell’amanuense è stato praticato per secoli in Europa ed è grazie al lavoro di queste persone se oggi abbiamo la possibilità di leggere dei libri antichissimi che altrimenti sarebbero andati dispersi nel tempo.

Ricerca sui Danni Fisici e Mentali dell’Alcol

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Di seguito troverete la ricerca sviluppata prima in modo discorsivo, impostata suddividendo gli effetti in 3 categorie (breve termine, lungo termine e indiretti) e poi alla fine in modo più schematico e riassuntivo.

 

EFFETTI DELL’ALCOL:

 

Effetti Diretti a Breve Termine
L’alcol viene in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall’intestino e, se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido. L’alcol assimilato, attraverso il sangue, passa al fegato, che ha il compito di distruggerlo. Finché il fegato non ha completato la digestione però l’etanolo continua a circolare diffondendosi nei vari organi.
L’alcol, una tra le sostanze più tossiche, può facilmente oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni, fino alla distruzione delle cellule. Nello stato di ubriachezza l’alcol nel sangue raggiunge tutti gli organi, cervello compreso, uccidendo migliaia di neuroni, e il danno cerebrale è irreversibile.
Con un’ubriacatura si perdono circa 100.000 neuroni, tanti quanti quelli di una giornata di vita. L’alcol provoca una iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, ma a quantità progressivamente crescenti corrispondono effetti come riduzione della visione laterale (visione a tunnel), perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione. Quantità eccessive di alcol possono portare fino al coma e alla morte. La velocità con cui il fegato riesce a rimuovere l’alcol dal sangue varia da individuo ad individuo; in media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica l’organismo impiega 2 ore. Se si beve molto alcol in poco tempo lo smaltimento è più lungo e difficile, e gli effetti più gravi.

 

Effetti Diretti a Lungo Termine
L’utilizzo prolungato di alcol nel tempo può aumentare il rischio di sviluppare varie patologie più o meno gravi, e anche a basse dosi l’alcol accresce il rischio per alcune malattie. Secondo dati forniti dall’OMS, il consumo di 20 grammi di alcol al giorno (pari a circa 2 bicchieri di vino), chi beve da 0 fino a 20-30 grammi di alcol puro al giorno (ad esempio due bicchieri di vino oppure due lattine di birra da 0,33 cl oppure un bicchierino di superalcolico) dal punto di vista degli effetti dell’alcol sulla salute può quindi essere assimilato all’astemio. Esiste comunque un problema di carico: la dose di alcol sopra-indicata andrebbe diluita nelle 24 ore e non assunta tutta assieme.

Gli alcolisti consumano fino a 80 g di alcol al giorno se non di più e in questi individui si registra un aumento percentuale nel riscontrare queste malattie:

del 100% per la cirrosi epatica;

del 20-30% per i tumori del cavo orale, faringe e laringe;

del 10% per i tumori dell’esofago;

del 14% per i tumori del fegato;

del 10-20% per i tumori della mammella;

del 20% per l’ictus cerebrale.

Steatosi epatica o fegato grasso (importante accumulo di trigliceridi a livello epatico → dolore),

epatite alcolica (febbre, sanguinamento, nausea)

cirrosi epatica. irreversibile può causare (ittero, ingross. Milza, edemi → liquido addominale, perdita peli ematomi) può portare tumore al fegato.

 

Effetti Indiretti

L’alcol è la causa di circa la metà degli 8.000 decessi conseguenti ad incidenti stradali, che rappresentano la prima causa di morte per gli uomini al di sotto dei 40 anni. La guida sotto stato di ebbrezza ha causato, nel 2005, ben 4.107 incidenti stradali e le infrazioni accertate dalla Polizia Stradale nel 2006 per guida sotto l’influenza di alcol sono state 24.803. Tra i guidatori in stato psico-fisico alterato, chi è sotto l’effetto di alcol rappresenta il 70.2%. L’abuso di alcol è la causa della crescente mortalità giovanile per incidente stradale, per più del 40% dei casi, e del 46% dei morti di età compresa fra i 15-24 anni.

Secondo dati forniti dall’OMS, ogni anno nella Regione Europea circa 73 mila morti e più di 2 milioni di ricoveri o visite ospedaliere, sono dovuti ad atti di violenza interpersonale. L’alcol appare come fattore determinante almeno nel 40% dei casi.
Negli Stati Uniti, le statistiche indicano come l’86% dei casi di omicidio, il 37% delle aggressioni e il 60% delle violenze sessuali avvengono sotto l’effetto dell’alcol.
Il rapporto tra uso di alcol e violenza è dovuto agli effetti di disinibizione, alterazione dei meccanismi di elaborazione delle informazioni, riduzione dell’attenzione. Ma, sempre a causa di questa alterazioni, l’assunzione di alcol aumenta anche il rischio di subire atti di violenza, perché incapaci di interpretare correttamente le situazioni.

Il 6.8% di tutte le disabilità che vengono registrate in un anno è attribuibile all’alcol e complessivamente il 10% dei ricoveri è legato all’abuso di alcol.
Ogni anno in Italia circa 40.000 individui muoiono a causa dell’alcol per cirrosi epatica, tumori, infarto emorragico, suicidi, aborti, omicidi, incidenti in ambiente lavorativo, domestico e incidenti stradali.

È fondamentale evitare l’assunzione concomitante di farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (per esempio ansiolitici e antidepressivi).

 

SCHEMA RIASSUNTIVO:

PERCORSO DELL’ALCOL NEL NOSTRO ORGANISMO

  • Inizia ad essere digerito passando per lo stomaco e per l’intestino
  • Entra in circolo e danneggia/distrugge le cellule con cui entra in contatto
  • Il fegato inizia a distruggere l’etanolo che però rimane in circolo, provocando gli effetti sopra elencati e se in dosi abbondandti l’ubriacatura con effetti annessi (allentamento freni inibitori, perdita equilibrio, rallentamento meccanismi di ragionamento, euforia)
  • Se in dosi eccessive porta al coma (etilico) e poi alla morte

EFFETTI A BREVE TERMINE

  • Permanenti → distruzione delle cellule nervose (neuroni)
  • Non Permanenti → ubriacatura (freni inibitori, euforia, poca stabilità ecc.)

EFFETTI A LUNGO TERMINE

  • Rischio di malattie (cirrosi epatica, tumori faringe/laringe/fegato/mammella, ictus)

EFFETTI INDIRETTI

  • incidenti stradali e non, violenza interpersonale, disabilità

 

 

Ricerca sul Terrorismo Internazionale

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terrorismoSe questo articolo vi darà una mano per lo studio, facendovi risparmiare tempo prezioso, allora ricordatevi di condividere l’articolo con i bottoni alla fine su facebook, twitter o qualsiasi altro social network, un piccolo gesto che per me vuol dire tanto. Inoltre vi ricordo di mettere un mi piace alla pagina facebook del sito e la possibilità di inviare i vostri scritti (che saranno pubblicati) alla mail “tuttoperlascuola.com@gmail.com”.

Di seguito la ricerca con un’introduzione al fenomeno e successivamente l’analisi della situazione in cecenia, striscia di gaza (israele e palestina) e infine i cosidetti “paesi del petrolio”

Terrorismo Internazionale
Il terrorismo è una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni eclatanti, violente e premeditate come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ai danni di entità come istituzioni statali, governi, esponenti politici o pubblici, gruppi politici, etnici o religiosi. Generalmente i gruppi terroristici sono organizzazioni segrete costituite da un numero ridotto di individui. I terroristi sono convinti di agire per il bene, di fare qualcosa che serve al proprio popolo, alla propria cultura, di dare un segnale forte e puntare l’attenzione mondiale su alcuni temi. Peccato che l’effetto sia esattamente l’opposto, poichè se voglio risolvere o portare l’attenzione mondiale su alcune tematiche e lo faccio attraverso l’estremismo e la violenza la gente sarà portata all’odio, ed identificherà in me (me terrorista) un male maggiore di quello che denuncio. un esempio estremamente moderno è quello dell’isis in Francia, mentre per quanto riguarda il passato non si può non parlare di Al Qaida guidata da Osama Bin Laden, che con il famoso attentato dell’11 settembre distrusse le torri gemelle.
Cecenia:

La Cecenia è stata da sempre in contrasto con la Russia a cui è sottomessa,dal 1577, ma i conflitti divennero più “seri” dal 1783, ovvero da quando la fu annessa alla Russia. Durante la Seconda guerra mondiale, i ceceni insorsero contro i russi, approfittando del fatto che l’esercito nemico era impegnato su altri fronti, per ottenere l’indipendenza. Però una volta che l’Armata Rossa ebbe ricacciato le truppe nemiche, Stalin ordinò una durissima punizione, accusando i ceceni di aver collaborato con i nazisti. Il 23 febbraio 1944 con l’Operazione Lentil in una sola notte mezzo milione di cittadini ceceni vennero deportati dal governo sovietico nella repubblica del Kazakhstan. Qui i ceceni vennero isolati e le famiglie disperse nel tentativo di “decaucasizzare” i ribelli. Poterono tornare in patria solo nel 1957.

Da ricordare per l’impegno dimostrato nel documentare i fatti in Cecenia, nonostante il governo cercasse di metterli a tacere, è Anna Politkovskaja,giornalista che ha sacrificato la propria vita per permettere il circolare di queste notizie.

Paesi del petrolio:

Questi stati, prima del 1900 non erano importanti, poi con il grande utilizzo del petrolio che venne a crearsi divennero fondamentali nell’economia mondiale. Per questo motivo gli USA con il pretesto di liberare l’Iraq dal regime dittatoriale di Saddam Hussein cercarono di crearsi un buon avamposto in paesi importanti dal punto di vista strategico. Quindi questa “missione di pace” si trasformò in una vera e propria guerra di occupazione. Questo conflitto iniziò nel 2001, e dopo che gli americani riuscirono a togliere la dittatura ci furono conflitti perché le persone del posto vedevano glu americani come invasori.

 

Terra Santa:
Il conflitto in terra santa è nato nel 1946, quando l’ONU decise di creare un o stato per gli ebrei: Israele. La locazione di questo stato fu naturalmente in Palestina, però questi territori appartenevano alla popolazioni del posto, e quando l’ONU gli e le tolse per creare lo stato di Israele scoppiò il conflitto. Da quel momento iniziò una guerra che ancora oggi non trova una fine, nel tempo si susseguirono ininterrottamente le battagli e le trattative per arrivare alla pace, ma senza buon esito. Israele è quello messo meglio, infatti ha l’appoggio militare ed economico dell’ ONU e degli USA. Questi ultimi hanno deciso di aiutare Israele perché faceva loro comodo avere un avamposto in quei posti ricchi di petrolio. Comunque questo conflitto sembrò avere una fine con l’incontro di Arafat e Rabìn, che arrivarono ad un accordo che lasciava dei territori in cambio della pace. Purtroppo Rabìn fu ucciso e la guerra ricominciò. Questa guerra ha causato moltissimi morti, dei quali non si hanno le stime precise, e moltissime persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abibitazioni

Ricerca sui Bronzi di Riace

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I Bronzi di Riace sono due statue in bronzo ritrovate nel 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria, di provenienza greca o magnogreca e risalenti circa al V secolo a.C.

Le due statue sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell’arte greca, e tra le testimonianze dirette dei grandi maestri scultori dell’ età classica. Le ipotesi sulla provenienza e sugli autori delle statue sono diverse, ma non esistono ancora elementi che permettano di attribuire con certezza le opere ad uno specifico scultore.

I Bronzi si trovano al Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, divenendo così uno dei simboli della città stessa.

Il ritrovamento delle sculture si è avuto grazie ad un sub romano (Stefano Mariottini), che immergendosi ritrovò le statue ed avvertì i carabinieri.

Durante i primi interventi di pulitura dalle concrezioni marine (eseguiti dai restauratori del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria), apparve evidente la straordinaria fattura delle due statue. Fu confermata così la prima ipotesi secondo cui i bronzi dovevano essere autentici esemplari dell’arte greca del V secolo a.C., venuti ad affiancare quindi le pochissime statue in bronzo che sono giunte fino a noi complete, come quelle conservate in Grecia: l’Auriga di Delfi e il Cronide di Capo Artemisio al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

A Reggio l’équipe di tecnici lavorò alla pulitura delle due statue fino al gennaio 1975, ma non avendo abbastanza strumenti si decise di trasferirle al più attrezzato Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica della Toscana.

Oltre alla pulizia totale delle superfici eseguita con strumenti progettati appositamente, a Firenze le statue furono sottoposte ad analisi radiografiche, necessarie per conoscerne la struttura interna, lo stato di conservazione e lo spessore del metallo. Le indagini portarono alla luce interessanti dettagli; ovvero che il braccio e lo scudo della statua B sono di un materiale diverso, inoltre si scoprì che alcune parti delle statue non erano in bronzo: argento per i denti della statua A e per le ciglia d’entrambe le statue, avorio e calcare per le sclere, rame per le labbra e le areole dei capezzoli di entrambe le statue. Le operazioni di restauro si conclusero il 15 dicembre 1980 con l’inaugurazione di un’esposizione sul grande palcoscenico del turismo fiorentino, presso il Museo Archeologico di Firenze come pubblico omaggio all’impegno tecnico e al lavoro ivi svolto. Fu proprio quest’esposizione fiorentina, seguita da quella successiva di Roma, a fare da primo detonatore per il non più tramontato clamoroso entusiasmo nazionale ed internazionale per i due Bronzi trovati a Riace.

Così nel 1995, terminata la pulizia interna e dopo aver subito un trattamento anticorrosione, i due Bronzi sono stati nuovamente collocati nella grande sala del museo reggino, tenuta a clima controllato con l’umidità al 40-50% e la temperatura compresa tra i 21 e i 23 °C.

Ricerca sull’acropoli di Atene e i monumenti più importanti (Partenone, tempietto di Atena nike, tempio Eretteo, propilei)

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L’Acropoli di Atene è certamente la più rappresentativa delle acropoli greche. È una rocca, spianata nella parte superiore, che si eleva di 156 metri sul livello del mare sopra la città di Atene. Il pianoro è largo 140 m e lungo quasi 280 m. È anche conosciuta come Cecropia in onore del leggendario uomo-serpente Cecrope, il primo re ateniese.

L’acropoli è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1987.

L’acropoli è la parte più alta della città, delimitata da mura e al cui interno si trovano gli edifici più importanti della città .le mura furono costruite in età micenea, e col passare degli anni persero la loro funzione difensiva.propilei

I monumenti e gli edifici più importanti dell’acropoli sono: il tempietto di atena nike, il tepio eretteo, i propilei ed il partenone.

I propilei costituiscono il monumentale ingresso dell’Acropoli, furono costruiti tintorno al 435 a.C. e comprendono un corpo centrale e due ali laterali. I portici lungo l’ala est e quella ovest sono decorati da colonne doriche, mentre due file di colonne ioniche dividevano il corridoio centrale in tre sezioni. A sinistra si trova la pinacoteca, così chiamata per le pareti affrescate, mentre a destra c’è un piccolo tempio votivo dedicato ad Atena Nike, dea della vittoria, che commemora la vittoria di Atene sui persiani. Questo tempietto si trova su una piattaforma ed in origine conteneva la statua di Atena, poi smantellata dai turchi nel 1686, in modo da utilizzare la piattaforma come base per i cannoni. Tra il 1836 ed il 1842 fu ricostruito, e di nuovo messo da parte nel 1936, quando ci si accorse che la piattaforma stava crollando. Oggi, la struttura è in restauro.

partenone

Il Partenone si trova sulla parte più alta dell’Acropoli, fu costruito intorno al 440 a.C. è uno dei monumenti più importanti di tutta la Grecia ed il suo simbolo a livello mondiale. Deve il suo nome ad Atena Parthenos, patrona della città, a cui il monumento è dedicato. In origine, infatti, il Partenone ospitava una grande statua di Atena, alta 11 metri e ricoperta d’avorio e oro.
Da lontano, le colonne e le scale del tempio sembrano dritte. Questo perché tutte le colonne sono accuratamente curvate verso l’alto, e le colonne esterne sono leggermente più grandi di quelle centrali: si dice che Ictinus, l’architetto che progettò l’edificio, fosse anche un grande illusionista.

L’Eretteo è il secondo tempio dell’Acropoli per grandezza, ed uno dei più importanti e conosciuti, per il portico retto da otto fanciulle di marmo, le cariatidi (in realtà si tratta di calchi, le originali si trovano al museo dell’acropoli). L’edificio, in stile ionico, fu costruito intorno al 420 a.C. Al suo interno, la suddivisione originaria prevedeva due zone, dedicate alle due principali divinità dell’Attica: Atene e Poseidone. Le quali secondo il mito, si fronteggiarono per la supremazia sulla città.tempio eretteo