Ricerche

Ricerca sulla tomba di Tutankhamon

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tuthankamonLa Tomba di Tutankhamon, conosciuta anche come KV62, è il luogo di sepoltura, nella Valle dei Re, del giovane sovrano egiziano che salì al trono all’età di 9 anni e morì all’età di 18-20 anni. Analisi eseguite nel corso degli anni dalla scoperta della tomba, non ultime analisi del DNA compiute nel 2009, hanno consentito di appurare che il faraone soffriva di diverse malattie, alcune delle quali ereditarie, ma si è ritenuto che a nessuna di esse possa essere imputata la morte. L’esito di tali analisi hanno diagnosticato che questi era affetto dal male di Kohler, a causa del quale era costretto a camminare appoggiandosi ad un bastone. Ciò giustificherebbe la presenza nella KV62 di 130 di tali oggetti le cui condizioni fanno intendere che si tratti di strumenti di deambulazione effettivamente usati e non di semplice corredo. Nel corpo di Tutankhamon è inoltre stata rilevata la presenza del parassita della malaria in forma grave, come suffragato anche dalla presenza di piante con proprietà analgesiche ed antipiretiche nella tomba stessa.

L’importanza della scoperta, forse la più famosa della storia dell’egittologia, risiede, prima di tutto, nel fatto che si tratta di una delle poche sepolture dell’antico Egitto pervenutaci quasi intatta, l’unica di un Sovrano e, conseguentemente, tra tutte quelle note, la più ricca. La scoperta di Howard Carter, il 4 novembre 1922, fu permessa dai finanziamenti di Lord Carnarvon.

Le rombe della valle dei re sono numerate in questo modo: quando venne scopra la 22esima tomba, si numerarono quelle attualmente scoperte in base alla loro posizione geografica. Invece, a partire da quelle scoperte successivamente, si iniziò a numerarle in base all’ordine con qiale vennero scoperte. In totale le tombe scoperte sono 63, quindi quella di Tutankhamon è stata la penultima tomba ad essere stata scoperta.

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Ricerca sul Carbone

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carboneIn questo articolo pubblico una ricerca sul carbone, se vi sarà utile o vi farà risparmiare tempo condividete sui social network, come fb o twitter.

Miniera di carbone

il carbone si trova in strati paralleli separati da roccia e viene estratto tramite le miniere. Queste possono essere di 2 tipi: sotterranee o a cielo aperto.

  1. Le miniere sotterranee sono composte da pozzi verticali dai quali partono tunnel orizzontali, i minatori scendono e rimangono molte ore a lavorare.
  2. Le miniere a cielo aperto invece si usano quando il carbone si trova abbastanza in superficie, si scava quindi fino a raggiungerlo, a questo punto si estrae normalmente. Questo metodo però ha gravi conseguenze ambientali, infatti si creano enormi crateri, inoltre si sollevano molte polveri che si spargono per decine di km.

I pericoli delle miniere:

le miniere sono piene di pericoli che mettono a rischio la vita dei minatori, i principali sono:

  • le gallerie che possono franare.
  • l’acqua che si trova nel sottosuolo che li può annegare.
  • L’ aria che può venire a mancare.
  • Il gas metano che si trova nel sottosuolo che può provocare esplosioni.

Tipi di carbone

esistono molte varietà di carbone, la cui qualità dipende dalla concentrazione di carbonio (maggiore in quelli più antichi), che hanno un maggior potere calorifico. Principalmente sono 4:

  1. Torba: deriva da piante erbacee, ha un aspetto spugnoso, si usa soprattutto in agricoltura come fertilizzante.
  2. Ligniti: carboni abbastanza giovani, i giacimenti superano anche i 100m sottoterra. Vengono estratte solo in miniere a cielo aperto.
  3. Carboni Duri: sono i carboni fossili veri, la loro formazione risale a 300 milioni di anni fa. Si estraggono fino a 1000m sottotterra.
  4. Coke: è un carbone artificiale, molto duro e compatto, costituito quasi solo da carbonio. Si usa negli altiforni.

Impieghi del carbone

nell’antichità era la principale fonte di energia, ed era usata soprattutto con la macchina a vapore, inoltre era usato per i suoi derivati.

Oggi è sceso al terzo posto come importanza, dopo il petrolio e il gas naturale, soprsttutto perchè è molto inquinante. Ha principalmente 2 impieghi:

  1. nelle centrali termoelettriche, per produrre il vapore
  2. centri siderurgici, negli altiforni per la fusione dei metalli.

Ricerca su Giuseppe Garibaldi

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Giuseppe_GaribaldiIn questo articolo posto una ricerca su Giuseppe Garibaldi, sperando che vi sia utile. Commentate e condividete sui social network, grazie in anticipo.

Di seguito la ricerca:

Giuseppe Garibaldi fu un condottiero, patriota e generale italiano ricordato principalmente per essere stato uno dei personaggi maggiormente importanti nei riguardi dell’unificazione italiana. Fu inoltre la figura più ragguardevole del Risorgimento e uno dei personaggi storici italiani più celebri al mondo. Condusse impresi militari sia in Europa che in America Meridionale, e proprio a ciò deve il suo appellativo “eroe dei due mondi”.

Garibaldi amava la vita in mare, e dopo aver tentato di scappare di casa e andare verso Genova con 3 compagni, si imbarcò come marinaio. Il Garibaldi che noi tutti conosciamo inizia a formarsi proprio in questi anni, raccogliendo le idee della gente di svariati porti e passeggeri delle navi in cui si imbarcava. In questo ambito importante fu la figura di Emile Barrault. Dopo l’incontro con Mazzini (data ancora non appurata in modo certo) le idee rivoluzionarie si fissarono definitivamente nel giovane Garibaldi, che organizzò così una rivoluzione, in Piemonte, che purtroppo fallì e per la quale divenne latitante e ricercato. Per questo andò in America Meridionale dove diffuse le idee mazziniane. Tornato in Italia partecipò attivamente alle guerre d’Indipendenza, fino a che arrivò a comandare la spedizione di circa mille uomini per conquistare il Regno delle Due Sicilie, impresa per la quale verrà ricordato. Grazie alla Spedizione dei Mille si riuscì ad annettere il Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia.

Ricerca sulla Campanga in Russia Italiana

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soldati in guerra
soldati in guerra

l Corpo di Spedizione Italiano in Russia, spesso abbreviato come CSIR, e l’8ª Armata Italiana in Russia, o ARMIR, furono le Grandi Unità del Regio Esercito impegnate, in successione, sul fronte orientale tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. La partecipazione alla guerra contro l’Unione Sovietica rappresentò uno sforzo notevole per le forze armate italiane, già duramente impegnate nei Balcani e in Africa settentrionale, e le ingenti perdite colà subite rappresentarono un duro colpo per le già scarse capacità militari dell’Italia. Già dai primi di giugno 1941, in previsione dell’ormai certa campagna tedesca sul fronte orientale, Mussolini offrì a Hitler di partecipare con truppe italiane e contemporaneamente attivò il Generale Cavallero (Capo di SM Generale). Alla fine fu decisa la costituzione del CSIR. L’offerta di Mussolini venne formalmente accettata, pur senza eccessivo entusiasmo, da Hitler con lettera consegnata all’Ambasciata Italiana di Berlino il 22 giugno 1941, giorno dell’inizio delle operazioni sul fronte orientale.

Circa le ragioni strategiche delle spedizioni, si suppone che il principale desiderio di Mussolini fosse quello di “riequilibrare” lo stato dell’alleanza con la Germania, in quel momento fortemente sbilanciato in favore dei tedeschi; in tale ottica, la partecipazione italiana alla campagna di Russia avrebbe pareggiato l’intervento dell’Afrika Korps tedesco in Libia. Vi erano anche considerazioni economiche, ovvero il timore di arrivare in ritardo alla spartizione delle risorse di un nemico considerato ormai sconfitto. Del tutto secondarie erano invece le considerazioni ideologiche (la partecipazione dell’Italia fascista alla lotta contro il comunismo), che pure ebbero ampio risalto nella propaganda degli opposti schieramenti.

Appena iniziarono i primi scontri si capì subito che l’intera campagna sarebbe stata un disastro, infatti i russi riuscirono a contrastare abilmente l’offensiva italo tedesca.

Le perdite umane furono abbastanza alte, infatti 74.800 militari italiani morirono in Russia, invece i tedeschi subirono la perdita di 114.520 militari su 230.000. molti altri finirono dispersi.

Inoltre persero quasi tutte le armi, le munizioni e le macchine come i carri armati._

Ricerca su Nelson Mandela

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Nelson Mandela
Nelson Mandela

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Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo, 18 luglio 1918) è un politico sudafricano. È stato il primo presidente a essere eletto dopo la fine dell’apartheid nel suo Paese e premio Nobel per la pace nel 1993.

è stato per molto tempo uno dei massimi esponenti del movimento anti-apartheid, occupandone un ruolo importante. Proprio per questo andò in prigione, rimanendoci per più di 20 anni. Aveva a cuore fin da giovane la libertà, infatti rifiutò a 22 anni di sposare chi gli aveva imposto il capo del loro clan, scappando di casa e andando via. Mandela fu coinvolto nell’opposizione al minoritario regime sudafricano, che negava i diritti politici, sociali, civili alla maggioranza nera sudafricana. Si unì all’African National Congress (ANC) nel 1942, due anni dopo fondò l’associazione giovanile Youth League, insieme a Walter Sisulu, Oliver Tambo ed altri.

Vinse le elezioni nel 1948 da parte del Partito Nazionale, distinguendosi nella campagna di resistenza anti-apartheid nel 1952 organizzata dall’ANC, ed ebbe un ruolo importante nell’assemblea popolare del 1955. adottò la Carta della Libertà stabilendo il fondamentale programma della causa anti-apartheid. Durante questo periodo Mandela ed il suo compagno avvocato Oliver Tambo fondarono l’ufficio legale Mandela e Tambo fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentanza legale.

Inizialmente coinvolto nella battaglia di massa, fu arrestato insieme ad altre 150 persone il 5 dicembre 1956, ed accusato di tradimento. Seguì un aggressivo processo, durato 5 aani, al termine del quale tutti gli imputati furono assolti. Mandela ed i suoi colleghi appoggiarono la lotta armata dopo l’uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville, nel marzo del 1960, e la successiva interdizione dell’ANC e di altri gruppi anti-apartheid.

Nel 1961 divenne il comandante dell’ala armata dell’ANC (MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo, ed elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid. Nell’agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, notizie che però lo stesso Mandela nella sua biografia ritiene non attendibili, e fu imprigionato per 5 anni con l’accusa di viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero.

Durante la prigionia catturarono altri esponenti dell’ANC, tutti, ad eccezione di Rusty Bernstein, furono ritenuti colpevoli e condannati all’ergastolo, il 12 giugno 1964. fu accusato anche Mandela, con l’accusa di sabotaggio (del cui reato Mandela si dichiarò colpevole) e la cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri Paesi ad invadere il Sudafrica (reato del quale Mandela si dichiarò invece non colpevole). Per tutti i successivi 26 anni, Mandela fu sempre maggiormente coinvolto nell’opposizione all’apartheid, e lo slogan “Nelson Mandela Libero” divenne l’urlo di tutte le campagne anti-apartheid del Mondo. Rifiutando un’offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata (febbraio 1985), Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990, grazie alle proteste. Ottenne svariati riconoscimenti, tra i più importanti il premio nobel.

Ricerca sulla Storia del Balletto Classico

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Carla Fracci, la più famosa ballerina italiana
Carla Fracci, la più famosa ballerina italiana

Il balletto classico è un tipo di rappresentazione coreografica che nasce a partire dal Rinascimento dalle composizioni dei maestri di ballo presso le corti italiane e francesi. In Italia nacque un “progenitore” del balletto classico: la danza di corte, ovvero dei balletti inseriti nelle feste dei nobili. dopo il Rinascimento il balletto trovò terreno fertile in Francia, sotto il regno di Luigi XIV di Francia, (re sole) che permise ai migliori artisti di lavorare senza preoccupazioni, garantendo loro un vero e proprio stipendio. Ottimo ballerino lui stesso, il Re Sole nobilitò con la sua presenza i balletti di corte e si servì, tra gli altri, del compositore di origine italiana Giovanni Battista Lulli. Le trame erano quasi tutte ispirate a leggende e a miti greci e latini, rielaborati per celebrare la figura del re e il trionfo delle arti.
Dopo la morte di Luigi XIV, avvenuta nel 1715, il balletto conobbe un periodo di declino e tornarono le danze di corte. In questo periodo il balletto resta nelle mani delle prime grandi professioniste, come la sedicenne Marie Anne Cupis che nel 1726 debuttò all’Opera di Parigi. Furono le grandi virtuose e i loro maestri che, nel XVIII secolo, svilupparono la tecnica della danza classica; nello stesso periodo i maestri di danza italiani diffondevano l’arte del balletto anche in Austria e Russia.
Ora la danza stava per entrare nell’epoca che l’avrebbe vista protagonista, l’epoca romantica. In quest’ epoca cambiarono i soggetti grazie alla rivoluzione francese, che passarono da temi mitologici a temi riguardanti la vita rale. Molti artisti furono costretti ad intraprendere viaggi per trovare una nazione che li sapesse accogliere.
L’Ottocento lo si può considerare il secolo della “ballettomania”, con la nascita di teatri e scuole di danza “professioniste”annesse. Una grande ballerina in questo periodo fu Maria Taglioni, che nel balletto “La Silphide” indossò per prima le scarpette da punta e il tutù romantico, diventando il simbolo del balletto classico ottocentesco.
Il balletto conobbe il suo periodo di maggiore splendore, anche perché il Romanticismo scelse questa forma di spettacolo per esprimere i suoi ideali artistici. nella seconda metà del XIX secolo, l’arte del balletto acquistò grandissima importanza. Il merito fu soprattutto di un Italiano, il grande ballerino e maestro Enrico Cecchetti, che si trasferì in Russia, e formò la prima grande generazione di ballerini russi. Il mondo del balletto non subì grandi cambiamenti, fino a che nel 1909 l’impresario russo Diaghilev decise di portare a Parigi una compagnia costituita di ballerini scelti fra i migliori elementi dei due teatri: il Bol’šoj moscovita e il Marijinskij pietroburghese. L’esordio avvenne la sera del 18 maggio 1909 e lasciò tutti stupiti per un fatto: c’eano tre ballletti al posto di un grande balletto unico. Diaghilev si rese subito conto che di lì era nato il balletto moderno e una delle compagnie di maggior prestigio di sempre, Les Ballettes Russes, portatori d’innovazione . Da questo momento ci furono tantissimi grandi coreografi, e compositori come Strawinsky, Michel Fokine. A questo punto le evoluzioni del balletto sono finite, ma è possibile che tra qualche anno si risconvolga nuovamente questo mondo.

Ricerca su Giotto

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qui metto una ricerca su Giotto. se vi sarà utile non dimenticate di condividere su fb o twitter alla fine dell’articolo, inoltre commentate. se volete rimanere aggiornati sul nostro sito e avere vantaggi cliccate mi piace alla pagina facebook del sito.

Sulla vita di Giotto si hanno pochissime informazioni sicure, infatti molti aneddoti che si raccontano riguardo il pittore sono probabilmente falsi.

Giotto nacque nel 1267 a Vespignano, (paese in provincia di Firenze) e morì nel 1337 a 70 anni precisi, che sono molti per l’ epoca.

Iniziò la sua carriera di pittore quando Cenni di Pepi detto Cimabue, lo prese come allievo nella sua bottega. Grazie a Cimabue che lo portò a Roma, Giotto prese parte ai lavori della basilica di Assisi, nella quale pitturò le storie di Isacco e di S. Francesco.

Giotto passò circa 5-6 anni della sua vita con Cimabue, ovvero finche non divenne talmente bravo da superare il maestro. Una delle tante storie che si raccontano riguardo questo pittore è che disegnò una mosca su di un quadro, e la fece talmente realistica che Cimabue si mise a scacciarla finche non si accorse che era disegnata.

Una volta che aprì una bottega per conto suo Giotto viaggiò in molte parti d’ Italia, infatti andò a Roma, a Rimini, a Padova, ad Assisi, a Bologna, a Milano e a Napoli

A Roma lavorò probabilmente dal Papa, infatti fece qualche dipinto nella chiesa di S. Giovanni.

A Rimini fu ingaggiato per disegnare un ciclo di affreschi in una chiesa francescana, che purtroppo andarono persi. Questo viaggio è datato nel 1303 circa.

Invece a Padova non ci andò di sua iniziativa, ma fu ingaggiato, cosa molto rara per quei tempi. Qui lavorò principalmente nella basilica di Sant’ Antonio e nel palazzo della regione.

campanile di giotto a firenze.
campanile di giotto a firenze.

Infine Giotto morì nel 1337 a 70 anni, si trovava a Firenze, ingaggiato come archtetto.